Autonomie del NordEst a Roma per trattare sulle finanze locali

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Il ministro Gnudi ha ospitato a Roma il vertice con la regione Friuli Venezia Giulia e con le province di Trento e di Bolzano. Chiesti nuovi sacrifici per centrare il risanamento del bilancio statale

Le autonomie speciali del NordEst sono state convocate a Roma dal ministro per gli affari regionali Piero Gnudi e dal sottosegretario Vieri Ceriani per trattare sulle finanze locali, nell’ottica di attuare risparmi per il bilancio dello Stato. Per il presidente della regione Friuli Veneiza Giulia, Renzo Tondo “è stato un incontro positivo, che avvia il confronto tra Governo nazionale e Regione aprendo la strada ai ‘tecnici’ che inizieranno da subito il loro lavoro”. Affiancato dagli assessori alle finanze, Sandra Savino, e alla funzione pubblica, Andrea Garlatti, Tondo ha posto in premessa la concretezza di quanto fatto sulla riduzione del debito (577 milioni in meno rispetto al 2007) e sulla diminuzione della spesa per la macchina burocratica pubblica, con il taglio del 10% agli stipendi dei dirigenti apicali e la riduzione dei dipendenti.

Nella stessa direzione le riforme che portano ad una razionalizzazione della spesa nel settore del diritto allo studio universitario, dell’edilizia pubblica e attraverso la riorganizzazione della sanità. Una politica di gestione della spesa molto attenta, ma anche volta a rimettere in moto lo sviluppo con le scelte fatte per avviare i grandi progetti infrastrutturali, come quello della terza corsia dell’autostrada Trieste-Venezia, con interventi diretti della Regione e la gratuità del commissario e della struttura.

Quanto al patto sul Federalismo fiscale tra Governo e Regione dell’ottobre 2010, si è convenuto che le condizioni in cui era nato sono da subito mutate, in seguito ai cambiamenti causati dal peggioramento dei conti pubblici e dalle conseguenti manovre finanziarie dei Governi Berlusconi e Monti. Tondo ha pertanto chiesto che sul versante dei rapporti finanziari le due ragionerie si confrontino da subito, verificando anche la possibilità di individuare partite compensative nelle leggi di settore, ad esempio nell’edilizia sanitaria. “Bisogna salvaguardare il modello Friuli Venezia Giulia – ha detto Tondo agli esponenti del Governo – perché è la dimostrazione che l’autonomia corrisponde alla responsabilità senza creare problemi al Paese, e anzi dando una mano a risolverne almeno alcuni”.

Il sottosegretario Ceriani ha parlato di un ragionamento da fare anche sul piano dell’allargamento delle competenze regionali, accennando a istruzione e Università.

Quanto a Gnudi, il ministro ha apprezzato “lo spirito di collaborazione tra Stato e Regione, facendo una serena disanima dei problemi che devono essere affrontati. Do atto al presidente Tondo di aver dimostrato grande disponibilità e volontà di collaborazione in una fase difficile per il Paese”.

Successivamente, il ministro ha ricevuto congiuntamente le province di Trento e di Bolzano. Per venire incontro alle esigenze del bilancio dello Stato, il governatore del Trentino, Lorenzo Dellai, ha affermato che “la Provincia è disposta a prendersi ulteriori competenze ma nel rispetto del proprio Statuto e della propria autonomia”. Per Dellai “la natura interlocutoria non permette di trarre conclusioni. Tuttavia, già dai prossimi giorni verrà istituito un tavolo di lavoro tecnico. Non abbiamo avuto rifiuti pregiudiziali al nostro documento del 2 febbraio e dunque quello rimane unica base per un possibile accordo”.

Meno accomodante il governatore altoatesino Luis Durnwalder: “no ai ‘do ut des’: non è corretto che lo Stato ci comunichi cosa dobbiamo pagare senza averlo prima concordato con noi. Noi abbiamo già dato 1 miliardo e 800 milioni come contributo di solidarietà. Anche noi dobbiamo fare la nostra parte rispetto al risanamento della finanza pubblica ma ci vuole un’intesa tra il Governo e la Provincia. Dobbiamo sapere che cifre ci spettano per fare il bilancio”. Anche per Bolzano un tavolo tecnico approfondirà in tempi brevi le questioni aperte per arrivare all’apertura di una nuova fase dei rapporti tra Bolzano e Roma.

La richiesta di Gnudi rivolta alle regioni e province “speciali” di contribuire al risanamento dei conti pubblici ha sollecitato a Dellai una piccata precisazione: “per Trento e Bolzano questo richiamo è assolutamente ridondante e superfluo. Oltre a quanto già assicurato allo Stato (più di un miliardo di euro all’anno) con l’accordo di Milano, dal 2 febbraio di quest’anno le due Province hanno presentato al Governo un dettagliato documento che contiene specifiche e coraggiose proposte per un ulteriore patto nel senso della responsabilità. Stiamo ancora aspettando la risposta del Governo. Ci auguriamo che questa risposta non sia all’insegna di generici e scontati appelli “erga omnes” né all’insegna delle decisioni unilaterali e costituzionalmente censurabili”.