Record storico di transiti su Autobrennero

Sabato 22 giugno registrati 43.325 passaggi in uscita alla barriera di Vipiteno. Decisamente scadente il servizio (velocità media solo 50 km/h) a fronte di un pedaggio a prezzo pieno. Indispensabile parametrare il costo del servizio reso alla sua qualità effettiva, spesso scadente. 

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Sabato 22 giugno 2019 è una data che resterà negli annali di Autobrennero con il record assoluto di transitinell’arco delle 24 ore con 43.325 passaggi in uscita alla barriera di Vipiteno. Durante la giornata, da tempo segnalata da bollino nero in carreggiata nord, si sono verificati, secondo il Concessionario, solo sei incidenti lievi, quattro tamponamenti e due contatti laterali, risoltisi tutti senza feriti e per lo più oggetto di costatazione amichevole.

La mole del traffico ha evidenziato ancora una volta i pesanti limiti strutturali dell’arteria che necessita al più presto il potenziamento a tre corsie di marcia su tutto il tracciato da Bolzano a Campogalliano, soprattutto per offrire agli utenti paganti un servizio all’altezza del pedaggio riscosso. Un pedaggio che, nelle more del potenziamento, dovrebbe essere parametrato a indici di qualità del servizio offerto ad iniziare dai tempi di percorrenza (e di velocità), con il conseguente abbassamento automatico quando questi si allungano a dismisura. Tant’è che sarebbe meglio che in condizioni come queste gli automobilisti utilizzassero la viabilità ordinaria, dove possono viaggiare alla stessa velocità (e, forse, anche di più) senza dovere subire il pagamento del pedaggio per un servizio inadeguato e senza rimanere ostaggio degli incolonnamenti.

I vertici dell’Autobrennero si lodano per non avere mai fatto scendere la velocità media sull’autostrada al di sotto dei 50 km/h. Più che lodarsi, dovrebbero fare ammenda delle mancate scelte degli anni scorsi, quando la pressione politica del centro sinistra ha impedito il potenziamento tempestivo dell’autostrada, preferendo concentrare gli investimenti solo sulla limitrofa linea ferroviaria, dimostrando una scarsa lungimiranza.

L’auspicio è che con la definizione della nuova concessione (ancora ben lungi dall’essere firmata) si metta mano ad un serio piano di investimenti sull’autostrada, riducendo lo sforzo economico sulla linea ferrata. Soprattutto è necessario passare dall’ipotizzata corsia dinamica (ovvero l’utilizzo della corsia di emergenza per lo scorrimento del traffico in caso di forte afflusso di traffico) tra Verona Nord e Bolzano Sud ad una terza corsia vera e propria con annessa corsia di emergenza, per fare un investimento lungimirante e in grado di soddisfare l’evoluzione della domanda di trasporto anche per i decenni a venire, senza essere costretti a rifare i lavori solo dopo pochi anni.

Chi ha governato fino ad oggi l’Autobrennero è stato un politicante o un trombato. Servirebbe qualcuno dotato di una visione più complessiva e, magari, effettivamente competente in tema di trasporti e di logistica, cosa che è mancata pure nel recente rinnovo dei vertici autostradali, dove è prevalsa la logica del manuale Cencelli in salsaleghista. Probabile che pure per i prossimi tre anni poco o nulla si muoverà per dare al principale asse di comunicazione italiano con il Nord Europa una strutturazione adeguata alle necessità della mobilità delle persone e delle merci.

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