“Musica con le Ali” 2019-2010 al Teatro La Fenice di Venezia

Presentata nella sala Ammannati del teatro una ricca, interessante stagione concertistica. Di Giovanni Greto

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musica con le ali

Visibilmente soddisfatto, il presidente dell’AssociazioneMusica con le Ali”, Carlo Hruby, ha presentato l’imminente stagione concertistica nel celebre Teatro veneziano, che inizierà il 15 settembre per concludersi il 4 giugno 2020.

Prima di elencare i 17 concerti in cartellone15 alle sale Apollinee e due in sala Grande –, Hruby ha messo in chiaro alcuni punti. L’Associazione Musica con le Ali” è stata costituita a Milano nel dicembre del 2016 per iniziativa del presidente e della sua famiglia. «Non ha fini di lucro ed è l’unica realtà di patronage artistico in Italia. Il suo obiettivo è duplice: da un lato far spiccare il volo ai migliori giovani musicisti italiani, selezionati grazie a segnalazioni dei Conservatori, delle Fondazioni e dei direttori artistici; dall’altro favorire lo sviluppo di un pubblico di giovani ascoltatori: questa è infatti la condizione essenziale per dare un futuro alla musica classica e per valorizzare uno dei più importanti patrimoni culturali del nostro Paese, nonché uno strumento straordinario di crescita personale e collettiva. La nostra Associazione in questi primi due anni e mezzo di attività ha stretto legami con le più importanti istituzioni musicali e culturali italiane e con le principali case discografiche. Abbiamo già prodotto tre Cd, mentre due sono in uscita».

Ad affiancare nei concerti i giovani talenti ci saranno quest’anno celebri interpreti di fama internazionale, che costituiscono un modello di riferimento, un esempio di eccellenza, un’importante opportunità di crescita professionale, e che seguiranno i giovani fino al momento dell’esibizione.

I concerti inizieranno prevalentemente alle ore 18.00, altrimenti alle 20.00. Per favorire la partecipazione di un pubblico giovane è stata ideata l’iniziativa “2 for young”, con la quale verranno offerti biglietti a due euro (100 posti in sala grande, 25 alle Apollinee), consolidando una formula di successo già adottata nella stagione scorsa.

Accanto a 18 musicisti affermati, ci sarà il Quartetto di Cremona, che aprirà la stagione il 15 settembre con la violoncellista Giulia Atti; il Quartetto di Venezia, il 10 dicembre con Giulia Rossini al pianoforte. Eseguiranno il “Quartetto per archi in La minore op. 59 n. 2” di Johannes Brahms e il “Quintetto per pianoforte e archi in Mi bemolle maggiore op. 44” di Robert Schumann; il Quartetto Prometeo il 7 maggio con Ludovica De Bernardo al pianoforte. Affronteranno il “Quartetto per archi n. 3 in Fa maggiore op. 73” di Dmitri Shostakovich e il “Quintetto n. 2 in La Maggiore op. 81 per pianoforte e archi” di Antonin Dvorak.

I due concerti in sala Grande vedranno sul palcoscenico il solista di violoncello Giovanni Sollima, accompagnato da Fabiola Tedesco ed Elena Faccani (violini), Claudio Laureti (viola), Ludovica Rana (violoncello), con la partecipazione del violinista Massimo Quarta, vincitore del premio Paganini (20 gennaio). La scaletta elenca la “Sonata per violino e violoncello” di Maurice Ravel e due composizioni di Franz Schubert: “Quartettsatz in Do minore D 703” e il “Quintetto per archi in Do maggiore D 956”. Il 27 aprile ci sarà un importante concerto interamente dedicato a Beethoven, che vedrà protagonisti il violinista Gennaro Cardapopoli e la violoncellista Erica Piccotti – i due artisti sui quali l’Associazione investe maggiormente – insieme alla pianista Gloria Campaner e all’Orchestra di Padova e del Veneto, diretta da Marco Angius. Il programma propone il “Concerto triplo in Do maggiore op. 56” per violino, violoncello, pianoforte e orchestra e la “Sinfonia n. 7 in La maggiore op. 92”.

Il concerto del 23 settembre sarà un omaggio a Daniele Gay, violinista e insegnante al Conservatorio di Milano, spentosi lo scorso anno. La violinista Francesca Dego, protagonista della serata assieme a Francesca Leonardi (pianoforte) e Fabiola Tedesco (violino), consegnerà a quest’ultima una borsa di studio, il “Premio Daniele Gay”, istituito da lei in collaborazione con l’Associazione. Il 14 novembre Sara Zeneli, sostenuta da Roberto Prosseda al pianoforte, utilizzerà un violino del Museo del violino di Cremona. Il 12 marzo, il Quartetto Werther, sostenuto da “Musica con le Ali”, si esibirà al fianco di Federico Guglielmo, violinista specializzato in musica barocca. Il 14 maggio, un concerto cui l’Associazione tiene molto, perché vede il debutto di due giovanissime (17 anni) artiste: Caterina Isaia (violoncello) e Rosamaria Macaluso (pianoforte).

L’appuntamento conclusivo, il 4 giugno, presenta «quattro dei nostri giovani migliori», per i quali il presidente si domanda: «cosa sarebbe questo Quartetto, se si mettessero insieme?»: Gennaro Cardaropoli (violino), Benedetta Pucci (viola), Erica Piccotti (violoncello), Margherita Santi (pianoforte).

A completamento del suo intervento, Carlo Hruby si è detto felice della collaborazione con il teatro La Fenice, «l’unico Teatro in Italia che abbia una stagione dedicata ai giovani musicisti italiani, dimostrando una grande sensibilità e una forte attenzione verso il futuro dei giovani talenti e della musica classica».

Il sovrintendente del Teatro, Fortunato Ortombina, dopo essersi complimentato con lui, gli ha risposto che il rapporto della Fenice con i giovani è una lunga storia. E ha ricordato come Bruno Maderna (Venezia, 21 aprile 1920 – Darmstadt, 13 novembre 1973), del quale il prossimo anno si celebreranno i cento anni dalla nascita, come si evince da una locandina conservata nell’Archivio storico della Fenice, nel 1932, appena dodicenne, salì sul palco del teatro veneziano per dirigere l’orchestra. Ortombina ha poi affermato come tra i giovani di oggi ci sia un livello più alto rispetto a quello di una generazione fa: «nel loro talento c’è una percentuale significativa che si rivela solo quando l’artista sale sul palcoscenico». E ha concluso il suo intervento dichiarando che il «teatro è un servizio per diffondere la cultura tra il pubblico. E’ un luogo di ritrovo attorno alla musica». Difficile dargli torto.

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