“Jean–Michel Basquiat. Moses and the egyptians” alle Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari

Nella sede museale di Intesa Sanpaolo a Vicenza  evento dal 14 settembre al 3 novembre 2019 nell’ambito della rassegna “L’Ospite illustre”. 

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Jean-Michel Basquiat
Jean-Michel Basquiat, "Moses and the Egyptians", 1982
Acrilico e pastello a olio solido su tela
185.9 x 137 x 4 cm
Guggenheim Bilbao Museoa, donazione di Bruno Bischofberger, Zurigo © The Estate of Jean-Michel Basquiat by SIAE 2019
Fotografia Erika Barahona Ede © FMGB Guggenheim Bilbao Museoa "Ospite Illustre - Basquit" presso Gallerie d'italia - Palazzo Montanari

Le Gallerie d’ItaliaPalazzo Leoni Montanari, sede museale di Intesa Sanpaolo a Vicenza, ospita l’esposizione dell’opera di “Jean-Michel Basquiat. Moses and the Egyptians”, proveniente dal Museo Guggenheim di Bilbao.

L’esposizione, curata da Luca Beatrice, resterà aperta al pubblico fino al 3 novembre 2019. L’arrivo dell’opera di Basquiat da Bilbao segna la decima edizione della rassegnaL’Ospite illustre” che propone, presso le Gallerie d’Italia a Vicenza, Milano e Napoli e al 36° piano del grattacielo Intesa Sanpaolo di Torino, un’opera di rilievo in prestito temporaneo da prestigiosi musei italiani e stranieri.

«“L’Ospite illustre” ha portato in questi anni grandi nomi dell’arte nelle nostre Gallerie d’Italia, da Caravaggio a Bellini a Picasso, prestiti eccezionali da musei di prestigio su scala mondiale come il Metropolitan Museum di New York o l’Ermitage di San Pietroburgo – afferma Michele Coppola, executive director arte, cultura e beni storici di Intesa Sanpaolo-. Il decimo appuntamento della rassegna presenta uno straordinario dipinto di Basquiat accolto nei meravigliosi spazi di Palazzo Leoni Montanari. Insieme alla mostra “Mito Dei ed Eroi”, da poco conclusa, la presenza di un capolavoro dal Guggenheim di Bilbao è una delle modalità migliori per festeggiare il ventesimo compleanno del primo museo inaugurato da Intesa Sanpaolo. Nel mantenere vivo il forte legame con la città, le Gallerie d’Italia di Vicenza vogliono offrire una produzione culturale impegnata a valorizzare il patrimonio artistico del territorio e sempre più aperta a una visione internazionale».

Il 1982 è un anno fondamentale nella carriera di Jean-Michel Basquiat, che solo pochi mesi prima ha partecipato alla grande mostra del PS1 New York/New Wave, 100 artisti emergenti della nuova generazione scelti da Diego Cortez, ed è stato chiamato a Modena dal gallerista Emilio Mazzoli per la prima personale in Europa.

Nato a Brooklyn il 22 dicembre 1960, Basquiat ha appena 22 anni ed è il più giovane dei 176 artisti a essere selezionato da Rudi Fuchs per l’esposizione documenta 7 a Kassel. Lascia Annina Nosei, la sua prima gallerista, espone da Gagosian Los Angeles e firma il contratto in esclusiva con Bruno Bischofberger che gli fa da tramite per l’incontro tanto desiderato con Andy Warhol. A New York espone da Fun Gallery e inizia una breve relazione con Madonna, la cantante pop, anche lei all’inizio del clamoroso successo con il disco “Like a Virgin”. Poco più che un ragazzo, Basquiat è la nuova pop star dell’arte americana, frequenta i giri giusti e, soprattutto, guadagna molto.

In questo stato di grazia che investe la sua straordinaria creatività nascono alcune tra le opere più belle nella breve storiadell’artista, che morirà ad appena 27 anni il 12 agosto 1988. Tra queste “Moses and the Egyptians”, donata da Bruno Bischofberger al Guggenheim Museum di Bilbao dipinta da Basquiat nel 1982 insieme a un altro quadro, ritenuto il suo gemello, dal titolo “Man from Naples”.

La composizione rimanda esplicitamente alle tavole della legge dipinte in un rosa squillante, un colore che sembra fatto apposta per gli anni ‘80. All’interno un solo segno definisce il profilo di Mosè e il suo nome è ripetuto sei volte. Le scritte, come sempre dal significato ambiguo, quasi come appunti che Basquiat segna sulla tela anche per desacralizzarla, possono comunque collegare l’episodio biblico alla storia dell’Africa e agli irrisolti conflitti contemporanei.

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