Confindustria Veneto, Carraro, andare oltre 3 province

«Fondamentale andare oltre il progetto di “Capitale metropolitana”, puntando almeno ad una dimensione regionale». Meglio se a livello di NordEst o di Triveneto.

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confindustria veneto
Enrico Carraro presidente Confindustria Veneto.

A NordEst tra chi fa impresa ed economia, come Confindustria Veneto, cresce il bisogno di andare oltre i tradizionali steccati regionali per assurgere ad una realtà più ampia, che potrebbe essere quella del NordEst, il “vecchio” Triveneto, le cui radici sociali, economiche, storiche sono ben più forti di quelle della politica che guarda solo al proprio orticello.

Enrico Carraro, presidente degli industriali del Veneto va oltre il progetto di “Capitale metropolitana” del Veneto formata dalle territoriali di Treviso, Padova e Venezia: «è fondamentale per accrescere la competitività di questo territorio rispetto alle aree italiane ed europee vicine, ma non può limitarsi al perimetro di tre province, deve estendersi ad una dimensione almeno regionale».

In questo modo Carraro risponde alla proposta lanciata da Maria Cristina Piovesana, presidente di Assindustria Venetocentro, che ha candidato a questo ruolo il sistema industriale compreso tra Treviso, Padova e Venezia. «Credo sia necessario andare anche oltre rispetto a quanto ci indica Maria Cristina Piovesana – afferma Carraro -, alzando la prospettiva e guardando ad una dimensione almeno regionale. Come espresso all’inizio della mia elezione e in base al mandato unitario che mi è stato affidato, penso che il principio chiave su cui incardinare ogni proposta su assetti territoriali e regionali sia quello dell’inclusione».

A Piovesana il presidente di Confindustria Veneto riconosce in ogni caso «il merito di aver portato alla ribalta questo tema. Il NordEst competitivo – afferma Carraroè quello capace di mettere a frutto nel suo insieme le competenze, le peculiarità e le ricchezze di ogni singola provincia del nostro territorio. Il “triangoloindustriale, di cui parla la presidente Piovesana, è parte di una figura geometrica più ampia, anche sovraregionale, alimentata dalla necessità di sviluppare e far crescere i tanti poli di eccellenza. Non limitiamoci a pensare ad un modello di area metropolitana circoscritto solo tra queste tre province. Lo stesso processo non può non tener conto della intera area pedemontana della regione con un unicum geografico di eccezionale portata industriale».

Secondo Carraro «esiste un problema di rete e gestione delle risorse tra le provincie venete. Per questo lo sforzo da fare è costruire un modello diverso e più moderno, che vada oltre l’idea di un’unica capitale metropolitana. E in quest’ambito un ruolo chiave può essere svolto dalla Fondazione Nord Est», nata 20 anni fa per dare una lettura unitaria a questo territorio che ha già delineato nel recente Rapporto 2019 i trend e le sfide su cui il Veneto è chiamato ad impegnarsi.

Soprattutto, l’appello di Carraro potrebbe essere utilmente colto dalla politica per dare origine anche ad un riassetto territoriale, valorizzando amministrativamente anche il NordEst o il Triveneto per fare economie di scala e per incrementare l’efficienza complessiva dei servizi offerti sfruttando l’autonomia speciale di due delle tre regioni che lo compongono. A buon diritto, potrebbe essere il braccio della regia del corpo operativo economico per dare origine ad una realtà leader non solo a livello italiano, ma anche europeo, migliore anche di tanti stati che compongono l’Unioneeuropea.

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