“Grembiuli bianchi”, la protesta di bar e ristoranti del Trentino

L’iniziativa di Confcommercio e Confesercenti all’insegna del “vogliamo lavorare” sarà replicata anche in altre realtà d’Italia.

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Grembiuli bianchi: gli esercenti di ristoranti e bar del Trentino protestano per le chiusure imposte dal governo.

«Vogliamo lavorare»: è questo il messaggio che bar e ristoranti trentini con la manifestazioneGrembiuli bianchi” hanno lanciato al governo italiano, attraverso il Commissario del Governo, Sandro Lombardi, al quale hanno consegnato simbolicamente i propri grembiuli. 

Un messaggio lanciato a gran voce e con fermezza, grazie alla massiccia adesione alla manifestazione dei “Grembiuli bianchi” indetta da Confcommercio Trentino e Confesercenti del Trentino: il corteo, composto da 300 automobili si è snodato lungo le vie della città a suon di clackson fino a raggiungere il palazzo del Commissariato del Governo scortato dalle forze dell’ordine che hanno regolato il traffico cittadino per limitare i disagi alla circolazione. 

Sulle vetture del corteo dei “Grembiuli bianchi” sono stati sistemati i grembiuli e manifesti con lo slogan della manifestazione: #basta! Basta con le restrizioni, basta con le chiusure, basta con i divieti: è ora di tornare a pensare, oltre alla salute, anche all’economia. 

Alla partenza erano presenti, oltre ai presidenti delle Associazioni promotrici, ovvero Marco Fontanari per l’Associazione ristoratori del Trentino (Confcommercio Trentino), Fabia Roman per l’Associazione pubblici esercizi del Trentino (Confcommercio Trentino) e Massimiliano Peterlana (Fiepet Trentino), c’erano anche il presidente di Confesercenti del Trentino Renato Villotti e di Confcommercio Trentino Giovanni Bort con i vicepresidenti Mauro Bonvicin e Massimo Piffer, ed i direttori Aldi Cekrezi e Giovanni Profumo.

Il corteo è giunto a destinazione intorno alle 10.30: davanti al palazzo del Commissariato ciascun partecipante ha deposto il proprio grembiule: tutti sono stati poi raccolti e consegnati idealmente al Commissario Lombardi, sceso ad incontrare gli organizzatori della manifestazione.

«Appena risalirò nel mio ufficio – ha detto il Commissario Lombardi – invierò subito ai ministeri competenti il documento con le vostre richieste, accompagnato da una mia relazione. Comprendo le ragioni della vostra protesta visto che la vostra categoria è stata fortemente penalizzata. Vi chiedo di stringere i denti poiché questo è il momento della compattezza e dell’unità».

Al Commissario Lombardi è stato consegnato un documento con le istanze degli imprenditori, i cui punti salienti sono riportati in calce a questo comunicato. Su tutte le richieste, la più importante è quella di ottenere quanto prima di aprire anche alla sera. L’alternativa sono esclusivamente i ristori, ma questa volta adeguati alle perdite che hanno interessato le imprese.

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La consegna dei grembiuli al commissario del governo del Trentino, Sandro Lombardi (terzo da sx) con il presidente dell’associazione pubblici esercizi, Fabia Roman (prima a sx), il presidente dell’associazione ristoratori del Trentino, Marco Fontanari (secondo da sx) e il presidente di Fiepet Trentino, Massimiliano Peterlana (a dx).

Subito dopo, una rappresentanza dei partecipanti ai“Grembiuli bianchi” è stata ricevuta dall’assessore provinciale al commercio e turismo, Roberto Failoni, e dal vicepresidente della provincia di Trento, Mario Tonina, che hanno assicurato la vicinanza dell’ente alle ragioni degli esercenti e il massimo impegno possibile per sostenere le imprese in questo momento estremamente delicato.

Tonina e Failoni hanno ribadito la piena disponibilità ad affrontare i nodi della questione, soprattutto in merito alla necessità di avere tempi definiti a lungo termine per gli orari di apertura e per l’asporto e una maggiore certezza di ristori mirati ed efficaci da parte del Governo nazionale, per salvaguardare l’economia e la salute sia degli esercenti sia degli utenti di questi servizi essenziali.

«Abbiamo dimostrato – hanno dichiarato i presidenti delle associazioni dei pubblici esercizi e dei ristoratori aderenti a Confcommercio Trentino, Fabia Roman e Marco Fontanari – con rispetto e senso di responsabilità, che per la nostra categoria la misura è ormai colma. Le centinaia di colleghi presenti stamattina chiedono di poter tornare a lavorare subito, senza “se” e senza “ma”. In sicurezza, con una strategia attenta, ma in tempi brevi e certi. Altrimenti l’unica soluzione sono i ristori, ma non quelli insufficienti previsti finora e che nemmeno tutte le imprese hanno ancora ricevuto. Ad oggi dopo tante promesse non c’è ancora nulla: per noi diventa davvero difficile andare avanti e parliamo a nome di oltre 3.500 imprese per un indotto che riguarda almeno 15 mila lavoratori. Abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare: oggi chiediamo che ci venga riconosciuto il sacrosanto diritto costituzionale di lavorare, e di essere maggiormente rispettati».

«È stata una manifestazione senza precedenti che per la prima volta ha visto compatta e unita una categoria di un settore difficile che raccoglie anche tante anime diverse – ha detto Massimiliano Peterlana, presidente di Fiepet Confesercenti del Trentino -. Siamo soddisfatti che il Commissario del Governo e i rappresentanti della Provincia abbiano raccolto il nostro grido d’allarme ma abbiamo bisogno di fatti concreti. In questi mesi abbiamo visto ristoratori che hanno lavorato a regime ridotto; bar e pub notturni che hanno chiuso del tutto. Quello che chiediamo sono certezze. Certezze di lavoro, certezze nei ristori. Abbiamo bisogno di aiuto ma subito, ci sono mutui e conti da pagare. I nostri collaboratori in molti casi non hanno ancora ricevuto la cassa integrazione o l’hanno ricevuta con importi molto bassi. Siamo una categoria allo stremo. Anche oggi abbiamo ricevuto la solidarietà della gente che ci ha visto passare, delle Istituzioni, ma abbiamo bisogno di interventi concreti e immediati».

Tra le richieste degli esercenti, l’erogazione rapida di ristori adeguati ai danni economici subiti, provvedimenti per ridurre l’ammontare delle locazioni degli esercizi, cancellazioni e differimenti degli oneri fiscali e decontribuzione degli oneri sociali, oltre alla rimodulazione dell’Iva sulla ristorazione per avviare il rilancio del settore.

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