Sanità trentina: assunzione per chiamata diretta a chi non ha superato il concorso?

Degasperi: «caso clamoroso di un medico non risultato idoneo al concorso assunto subito dopo con incarico libero professionale da 180.000 euro».

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Da qualche anno in qua, la sanità trentina ha fame di medici e le assunzioni per concorso difficilmente riescono ad assicurare le risorse necessarie a coprire i numerosi vuoti d’organico.

In Trentino, la locale Azienda sanitaria (Apss) ha bandito un concorso per la selezione di medici di medicina legale, cui hanno partecipato, alla data di scadenza del bando, 14 candidati. All’effettuazione della prova scritta, i candidati partecipanti si sono ridotti a solo 6, probabilmente a causa del lungo lasso di tempo intercorso tra la chiusura del bando (6 aprile 2020) e l’effettivo svolgimento delle prove scritte (9 settembre 2020).

Tra i medici partecipanti, tre candidati non hanno superato la prova riportando votazione nettamente inferiore al minimo previsto fissato a 18/30. I tre medici che hanno, invece, superato lo scritto hanno poi sostenuto le altre due prove d’esame (quella pratica e quella orale) all’esito della quale sono state stilate due graduatorie come previsto dal bando concorsuale: quella dei due medici già in possesso del diploma di specializzazione in Medicina legale e quella dei medici specializzandi, in cui era presente un unico candidato che risulta essere stato quello che ha affrontato in modo più brillante le prove concorsuali viste le votazioni ricevute all’esito delle tre prove. 

La cosa sorprendente che ha sollecitato la curiosità del consigliere provinciale di Onda Civica Trentino, Filippo Degasperi che ha vergato un’interrogazione alla giunta provinciale è che «il 15 dicembre 2020 una candidata ritenuta non idonea alle prove concorsuali abbia ottenuto dall’APSS un incarico libero professionale con un impegno di spesa previsto che supererebbe i 180.000 euro. Se ciò fosse confermato – afferma Degasperi – si tratterebbe con tutta evidenza di una beffa sia nei confronti degli altri professionisti partecipanti al concorso che dei cittadini che correrebbero il rischio di trovarsi nelle mani di un soggetto appena ritenutonon idoneo”». 

Di qui la legittima domanda del consigliere provinciale d’opposizione alla maggioranza di governo leghista, dove si chiede, in caso di corrispondenza al vero dei fatti esposti, «chi abbia legittimato questa decisione irresponsabile, quale sia il compenso orario assegnato a questo medico in libera professione e quale sia l’impegno reale di spesa messo a bilancio dalla sanità trentina che supererebbe i 180.000 euro, perché non sia stata regolarmente attivata la graduatoria concorsuale tradendo, alla fine di tutto, il merito ed i legittimi interessi di chi ha superato positivamente le tre prove concorsuali oltre all’interesse dell’amministrazione pubblica che deve investire nel tempo sui medici strutturati visto che quelli assunti in libera-professione non sono risorse a tenuta nel tempo».

Degasperi si domanda poi «quali e quanti dirigenti medici siano stati assunti a tempo indeterminato nell’U.O. di Medicina legale dell’Azienda provinciale per i Servizi sanitari di Trento per potenziare l’organico di questa articolazione che, nel frattempo, ha perso il suo direttore andato in pensione ed un altro dirigente medico che si è trasferito a novembre 2020 in altra sede extra-provinciale e quali azioni intenda urgentemente adottare per riportare la situazione denunciata all’interno di quei livelli di trasparenza e di legittimità cui l’azione pubblica deve sempre ispirarsi».

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