Trentino Alto Adige, 75 anni fa il primo via all’autonomia

Celebrazioni a Trento e a Bolzano. Prodi: «un esempio che dimostra che i problemi si possono risolvere». 

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Da sx, Romano Prodi, Arno Kompatscher, Heinz Fischer.

In Trentino Alto Adige il 5 settembre si è celebrata la Giornata dell’Autonomia che quest’anno festeggia anche i 75 anni della firma il 5 settembre 1946dell’Accordo di Parigi che sancì l’inizio del lungo percorso verso l’Autonomia speciale del Trentino Alto Adige.

Le celebrazioni si sono tenute alla mattina a Trento e il pomeriggio a Bolzano, dove i due presidenti di Trentino (Maurizio Fugatti) e dell’Alto Adige(Arno Kompatscher) hanno accolto l’ex presidente del Consiglio (e della Commissione europea), Romano Prodi, e dell’ex presidente austriaco, Heinz Fischer, intervenuti per inaugurare l’allestimento in Piazza Magnago dedicato alla storia dell’Autonomia speciale.

«L’Autonomia altoatesina – ha detto Prodi – da molti viene portata come esempio. Come tutte le questioni politiche complesse va curata, necessita perciò di una costante manutenzione dell’autonomia. L’esperienza fatta ha messo in rilievo che i problemi si risolvono».

Secondo Fischer, «la questione altoatesina è stata molto complessa e a tratti sembrava irrisolvibile, ora invece – 75 anni dopo Gruber e Degasperi – abbiamo dei risultati che sono positivi, non solo per l’Alto Adige, l’Italia e l’Austria, ma è un esempio per tutto l’Europa e non solo».

Kompatscher ha evidenziato che «l’Autonomia deve essere costantemente sviluppata e migliorata» sottolineando come «non esisterebbe nessuna Autonomia, se l’Austria non l’avesse rivendicata sul piano internazionale, e quanto raggiunto non sarebbe stato possibile senza il consenso dell’Italia». Secondo Kompatscher, «non c’è stata la tanto temuta assimilazione della minoranza, ma un trattamento equo e uno sviluppo dei tre gruppi linguistici. Nulla è perfetto, anche la nostra Autonomia ha dei limiti», accennando alla questione irrisolta della toponomastica.

Per Luis Durnwalder, predecessore di Kompatscher alla guida dell’Alto Adige, «l’Autonomia altoatesina non è stata regalata. E’ importante sottolinearlo perché spesso non si apprezzano le cose regalate. Non vanno perciò dimenticati i sacrifici di Magnago e dei suoi compagni di strada. Non abbiamo invece il compito di portare avanti la nostra Autonomia, adeguandola e garantendo così un futuro a chi arriverà dopo di noi».

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