Al via il festival “Treviso Suona Jazz”

Fino al 12 settembre il centro storico della città invaso dalla buona musica. Di Giovanni Greto

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treviso suona jazz

Nel suo piccolo, la settima edizione del festivalTreviso suona Jazz” potrebbe ricordare l’atmosfera che si respira a Perugia in occasione di “Umbria Jazz”. Durante i cinque giorni (fino al 12 settembre) del festival, la musica attraverserà il centro storico di Treviso con una formula suggestiva di concerti all’aperto e al chiuso, in luoghi d’arte non visitabili per molto tempo, inaugurazioni di mostre e presentazioni di CD. Inoltre, uno spazio a ingresso libero, alle ore 17.30 alla Loggia dei Cavalieri, sarà dedicato agli ensemble dei Conservatori Francesco Venezze di Rovigo (11 settembre) e Agostino Steffani di Castelfranco Veneto (12 settembre).

Si parte mercoledì 8 alle 18.30 per ascoltare, al Bistrò sulle mura, il duo Giovanni Perin (vibrafono)/ Riccardo Da Vinci (contrabbasso). In serata alle 20.45nel cortile di Palazzo Giacomelli, Daniele Di Bonaventura, bandoneon e Marcello Peghin, chitarra a 10 corde, front line del quartetto Band’Union, proporranno un repertorio che spazia dal Jazz al Tango, al Candombe, alle Tarantelle, per un inedito incontro tra Europa e Sudamerica, con composizioni originali, scritte appositamente per questo organico.

Giovedì 9 alle 18.00, l’ottetto italiano Tiger Dixie Marching Band presenterà una “Street Parade”, nel ricordo di New Orleans, spaziando dal Ragtime al Charleston, dal Blues al Dixie. Alle 20.45 nel cortile di palazzo Giacomelli, il pianista Bruno Cesselli, in collaborazione con Cineforum Labirinte, sonorizzerà dal vivo uno dei tanti capolavori del cinema muto, Seven years Bad Luck (1921), un lungometraggio di 60 minuti, diretto, sceneggiato e interpretato da Max Linder. E’ una delle opere comiche più celebri dell’attore/regista, che accumula gag su gag – una per tutte quella dello specchio – che ispireranno Charlie Chaplin e Buster Keaton, anche se Linder non riuscirà mai a raggiungere la poeticità dei due grandi artisti.

Il festival “Treviso Suona Jazz”, promosso da Associazione Urbano Contemporaneo in collaborazione con il comune di Treviso, direttore artistico Nicola Bortolanza, prosegue, venerdì 10 alle 20.45 al Teatro Mario Del Monaco, con il sestetto, guidato dal trombettista Fabrizio Bosso e dal trombonista Mauro Ottolini, che proporrà Storyville Story. Si cerca di rievocare la New Orleans di inizio Novecento e il suo famoso quartiere Storyville, in cui si concentravano locali notturni, caffè, bische e bordelli. Tutti i brani sono trascritti e arrangiati da Ottolini, del quale ricordo la militanza nel sestetto di Franco D’Andrea ed un originale CD, “Sea Shell. Musica per conchiglie” (Azzurra Music, 2019), nel quale il musicista suona anche i fischietti di Matera, strumenti artigianali sardi, campanelli di bicicletta, acqua di rubinetto su piatti di metallo, tazzine e bicchieri rotti. Accanto ai due leader, figurano la vocalista Vanessa Tagliabue Yorke, il pianista Paolo Birro, il batterista Paolo Mappa e Glauco Benedetti al Sousaphone, uno strumento nato alla fine dell’Ottocento. Appartiene alla famiglia degli ottoni a tre pistoni e ricorda la tuba tradizionale, col vantaggio di possedere una migliore usabilità in posizione eretta e durante la marcia.

Sabato 11 alle 20.45 all’Auditorium S. Artemio, si ascolteranno Enrico Pieranunzi al pianoforte e Gabriele Mirabassi al clarinetto. Il primo ha un curriculum infinito, fatto di collaborazioni importanti. A memoria, cito un Lp con Chet Baker, ma soprattutto i sette CD, dal 1984 al 2004, con un trio stellare, completato da Marc Johnson, l’ultimo contrabbassista di Bill Evans e Joey Baron, batterista creativo, che di lì a poco, sarebbe entrato a far parte del più bel trio del chitarrista Bill Frisell. Mirabassi, appassionato di musica brasiliana, è esploso con il CD “Canto Di Ebano” (Egea, 2008) e ha avuto il merito di far conoscere all’Italia Guinga, un originale cantautore e chitarrista brasiliano, amante e praticante, amatoriale, del “Futebol”, lo sport più seguito in Brasile. La musica del duo, melodicamente ricca, mescola Jazz e musica da camera, dando vita ad avventurose, intense e ricercate improvvisazioni.

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