Lavoro autonomo trascurato nei programmi politici delle coalizioni al voto

Quasi 6 milioni di soggetti senza alcun reale peso politico. Solo pochi riferimenti a coloro che esprimono spesso le professionalità più alte del paese, spesso senza alcuna tutela. 

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Il mondo del lavoro autonomo, tra professionisti e partite Iva, conta circa 6 milioni di persone che in Italia sono letteralmente trascurati dalla politica di ogni colore, pure da quel centro destra che, elettivamente, dovrebbe essere il suo bacino di riferimento.

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Anche nei programmi presentati dalle varie coalizioni per le elezioni politiche del 15 settembre prossimo, l’attenzione al mondo delle professioni e del lavoro autonomo è scarsa, con solo pochi riferimenti specifici e più generici ragguagli sul tema fiscale, che però è di interesse generale. Peccato che in quest’ambito brilli soprattutto il centro destra, mentre dal centro sinistra è già in partenza lecito attendersi minori attenzioni, visto che il loro cuore batte soprattutto per lavoratori dipendenti, disoccupati, redditisti di cittadinanza e pensionati vari. Stessa musica anche dal fronte M5s e della bicicletta Azione-Italia Viva.

Di fatto, alla politica del lavoro autonomo, a qualsiasi livello sia esercitato, importa poco o nulla. E se ne vedono i risultati anche nel differente trattamento, a parità di reddito guadagnato, fiscale e contributivo gravante sui diversi profili di lavoratore.

Secondo un’indagine condotta da Italia Oggi relativa al cuneo fiscale su cui tutte le forze politiche sono impegnate per la sua riduzione tale da aumentare il reddito effettivamente disponibile, che al momento riguarda esclusivamente i lavoratori dipendenti, la questione del cuneo fiscale si pone, e tanto, anche per il mondo del lavoro autonomo.

Da due simulazioni, una basata su 12.000 euro di guadagno lordo annuo e l’altra di 36.000 euro, a seconda se il soggetto percettore sia un lavoratore dipendente o un lavoratore autonomo, la differenza finale nel guadagno netto è rilevante e tutta a danno del lavoratore autonomo. Con quest’ultimi che sono già meno garantiti dei loro colleghi dipendenti, vuoi per l’insicurezza dei loro guadagni, vuoi per le ferie non retribuite, vuoi per le difficoltà connesse con le malattie, ecc.lavoro autonomo

Sarebbe doveroso che in uno stato che predica l’eguaglianza tra i cittadini, si praticasse anche l’eguaglianza sulla tassazione dei vari redditi, senza penalizzare chi è già ampiamente sfavorito, come i lavoratori autonomi. Peccato che di ciò la politica non si sia occupata nel passato e continuerà a non farlo anche nel prossimo futuro, ad elettori nuovamente gabbati.

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