Incentivi all’economia: equiparare i professionisti alle imprese

Stella (Confprofessioni): «indispensabile coinvolgere tutti i soggetti economici, superando gli errori del passato».

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Nell’ambito delle audizioni condotte dalla Commissione Industria del Senato sui disegni di legge recanti “Delega al Governo in materia di revisione del sistema degli incentivi alle imprese, nonché disposizioni di semplificazione delle relative procedure”, è intervenuto anche il mondo delle professioni, reclamando la doverosa attenzione nell’accesso agli incentivi all’economia da parte della politica verso un comparto sociale composto da oltre 5 milioni di attività, spesso di elevata qualificazione, vergognosamente trascurato se non scientificamente penalizzato da parte degli ultimi governi, specie nel periodo della pandemia.

Per il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, «il sistema degli incentivi all’economia è diventato iniquo e inefficiente e ha esaurito la sua spinta propulsiva. Quindi la decisione di Governo e Parlamento di procedere ad una revisione degli incentivi va senza dubbio nella giusta direzione, a patto che venga orientata verso l’innovazione, l’universalità e l’equità, per intercettare le reali esigenze di tutti i soggetti economici e contribuire ad una crescita armonica dell’economia italiana».

«La delega governativa accoglie numerose delle proposte suggerite da Confprofessioni nel corso degli ultimi anni: la necessità di razionalizzare l’offerta di incentivi e armonizzare la disciplina mediante la redazione di un Codice unico, di dare stabilità alle misure di incentivazione rispettando il principio del legittimo affidamento, di facilitare la conoscibilità delle agevolazioni, semplificando e digitalizzando le procedure con lo scopo di ridurregli oneri amministrativi e burocratici», ha detto Stella che tuttavia ha segnalato il timore di «una mera riproposizione dell’impianto delle precedenti misure di incentivazione, del tutto inadeguate per sostenere la crescita dell’economia».

Secondo Confprofessioni, infatti, c’è il rischio di una persistente disparità tra soggetti economici, che finora ha marcato negativamente il sistema degli incentivi, escludendo professionisti e lavoratori autonomi. «Non dobbiamo commettere gli stessi errori del passato e quindi è essenziale che venga riconosciuto il principio generale di piena equiparazione tra professionisti e imprese, omologando l’iscrizione dei liberi professionistiagli ordini professionali a quella delle imprese alla Camera di commercio», ha sottolineato Stella.

In vista dei futuri decreti legislativi delegati, Stella ha quindi indicato la rotta per incentivare il settore professionale: «digitalizzazione, aggregazioni, imprenditoria femminile, giovani e Mezzogiorno sono strumenti di prioritaria importanza per favorire l’inclusione e sostenere la competitività degli studi professionali, sempre più orientati verso modelli imprenditoriali di gestione delle proprie attività».

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