Corridoio del Brennero, vertice dei ministri ai trasporti a Lussemburgo

Italia, Germania e Commissione Ue mettono all’angolo l’Austria. Uggé: «bene la posizione italiana e tedesca a favore della libertà di circolazione».

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Le colonne di Tir in attesa di entrare in Austria a Kufstein.

La continua melina e violazione delle norme comunitarie in fatto di libera circolazione delle merci e persone attraverso il tratto austriaco del corridoio del Brennero è stato al centro del vertice del Consiglio trasporti che si è svolto a Lussemburgo tra la Commissione europea e i ministri dei trasporti dei 27.

Italia e Germania hanno portato sul banco degli imputati il governo austriaco, colpevole di bloccare il libero transito dei camion tra Kufstein e il Brennero con provvedimenti demagogici e anticoncorrenziali, visto che i camion e le merci austriache ne sarebbero esenti, come il divieto di transito notturno per i Tir, i divieti di circolazione del sabato mattina, il sistema di dosaggio in ingresso a Kufstein (facendo transitare in ingresso in Austria solo un limitato numero di veicoli ogni ora, causando incolonnamenti in Germania che di 50 km di camion) e il divieto settoriale di determinate tipologie merceologiche che devono viaggiare solo su ferrovia.

«Il Consiglio prenda atto della insostenibilità economica e ambientale della situazione sul corridoio del Brennero e invitiamo la Commissione a intervenire come custode dei Trattati per ripristinare il diritto alla piena libertà di circolazione per tutti i cittadini europei – ha detto il vicepremier e ministro italiano ai Trasporti, Matteo Salvini -. O la libera circolazione di uomini e merci vale per tutti, oppure i Trattati per qualcuno valgono un po’ di meno. Il corridoio del Brennero non appartiene solo all’Austria, all’Italia o alla Germania, ma è essenziale per l’intera Europa».

Secondo il ministro dei Trasporti tedesco, Volker Wissing, «la situazione al Brennero è drammatica, abbiamo code di 50 chilometri in Baviera e, senza una soluzione, saranno ancora più lunghe nelle aree confinanti. Dobbiamo evitarlo. E’ necessario trovare una soluzione comune per assicurare la fruibilità di questo collegamento tra il Nord e il Sud Europa. Dobbiamo tutelare ambiente e trasporti, è venuto il momento di fare qualcosa».

Da parte sua, Vienna continua a fare melina senza prendere una decisione definitiva, cosa che negli ultimi anni le ha consentito di svicolare la procedura d’infrazione dei Trattati Ue che ora sembrerebbe pronta a scattare.

«L’Austria è pronta a sedersi a un tavolo con Roma e Berlino per trovare una soluzione comune sul Brennero, ci sono possibilità di procedere, però dobbiamo lavorare tutti a una soluzione costruttiva – ha detto il ministro dei Trasportiaustriaco, Leonore Gewessler -. Le cifre del transito sono in aumento e la libertà di circolazione è garantita dai Trattati, ma non comporta l’obbligo di trasportare le merci su gomma: abbiamo delle capacità su rotaia, siete pregati di utilizzarle. Il transito nella regione del Tirolo è da molti anni in una situazione drammatica» e seppur «il Brennero sia un importante corridoio» europeo, «non significa che possiamo chiudere gli occhi davanti al problema – ha sottolineato Gewessler -. Gli abitanti delle zone limitrofe denunciano sempre i limiti di capacità del corridoio, l’anno scorso c’è stato un transito di 2,5 milioni di camion che hanno attraversato la frontiera, il 90% del transito non ha origine nelle regioni interessate e i camion lo utilizzano anche se non è la strada migliore, e le conseguenze di questo carico di transito sono pesanti».

Per Gewessler «le popolazioni sono costrette a vivere con inquinamento dell’aria, costante rumore, l’infrastruttura è al limite. E proprio per far fronte a questo carico ha spinto il Tirolo ad adottare misure d’emergenza in conformità a quanto stabilito dalla Corte di giustizia europea per garantire sicurezza, traffico e qualità ambiente, non ha niente a che fare con libertà circolazione».

La posizione austriaca che punta solo alla riduzione dell’inquinamento quando tutti i mezzi in transito sono a bassissime emissioni, a standard Euro 6, molto spesso alimentati a gas, lascia scontenta anche la Commissione europea. Per il commissario ai Trasporti Adina Valean, «ringrazio l’Italia e la Germania per l’approccio molto costruttivo e anche l’Austria per averci provato, ma devo dire che continuare a discutere lo stesso tema senza spostarsi di un centimetro per i prossimi dieci anni non è un approccio costruttivo. Incoraggio uno spirito di cooperazione e invito tutti a rivedere la nostra proposta di compromesso. perché il corridoio riguarda tutta la rete europea».

Per Valean «tutte le misure unilaterali prese sul Brennero non sono utili, anche per l’Austria stessa, non sono positivee non sono sostenibili. Sono delusa dal fatto che mentre Italia e Germania approverebbero un compromesso, l’Austria continua a ritardare, vuole continuare le discussioni e non si sposta dalla sua posizione per accettare alcuna proposta. Questo non è costruttivo».

Per il presidente di Fai Conftrasporto Confcommercio, Paolo Uggè, «sul Brennero finalmente la marcia è ingranata. Dopo anni di chiacchiere e lettere a vuoto il ministro Salvini si impegna sul tema della libertà di circolazione, per porre fine a un illegittimo atteggiamento del governo austriaco, evidenziando l’illegittimità dei comportamenti che limitano uno dei principi sui quali si regge la Comunità europea».

«Fai-Conftrasporto è totalmente disponibile a supportare l’iniziativa assunta – sottolinea Uggè -, convinta che, se gli accordi e leggi comunitari non vengono rispettati da tutti, si rischia di minare le fondamenta sulle quali la stessa Unione europea è stata costituita».

E la procedura d’infrazione per l’Austria si fa molto più vicina che in passato.

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