Trentino parte la XVII legislatura con il rinvio dell’elezione dei vertici del Consiglio

Ancora in alto mare la querelle su assessori e competenze tra Lega Salvini e Fdi.

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Fugatti Bis trentino

La prima seduta della XVII legislatura dell’Autonomia speciale del Trentino è stata all’insegnadell’inconcludenza, con il giuramento degli eletti e con un rinvio al 30 novembre per l’elezione dei verticidell’assemblea legislativa e del relativo ufficio di presidenza. Un esito scontato, visto che le trattative all’internodella maggioranza per via del conflitto innescato dalla Lega Salvini nei confronti delle legittime richieste di Fratelli d’Italia sono ancora in alto, altissimo mare.

«Non sfugge a nessuno che c’è un problema per una rigidità rispetto al rispetto dei patti. Un patto che era stato comunicato il 28 luglio scorso con chiarezza, che prevedeva un equilibrio all’interno del governo trentino – ribadisce alla stampa il commissario provinciale di Fratelli d’Italia, il deputato Alessandro Urzì a conclusione della prima seduta del Consiglio provinciale -. Alcune scelte motivavano Fratelli d’Italia ad aderireuna coalizione avente a capo Maurizio Fugatti, ma si doveva evidentemente garantire la partecipazione di Fratelli d’Italia con la vicepresidenza alla giunta e un numero di assessori corrispondenti al risultato elettorale, che poi abbiamo verificato uguale a quello della Lega».

Solo il un secondo momento, ha detto Urzì, si parlerà di ripartizione delle competenze del governo del Trentino «partiamo dal numero dei ruoli, non ci aspettiamo null’altro rispetto a quello che era stato stabilito. Nulla di più e nulla di meno».

Secondo Urzì, la vittoria del 22 ottobre «è stata larga solo ed esclusivamente grazie a Fratelli d’Italia: senza il ruolo fondamentale del partito all’interno della coalizione, questa coalizione non avrebbe vinto il premio di maggioranza come lo ha vinto». Il ritorno alle urne, per il commissario provinciale di Fratelli d’Italia, non è uno scenario probabile, ma nemmeno del tutto escluso: «io vedo uno scenario di cinque anni di governo forte del Trentino con un ruolo forte di Fratelli d’Italia. Questo è l’unico scenario che mettiamo in conto. Ovvio che ci devono essere interlocutori che comprendono il senso delle parole in italiano, e il senso delle parole anche dell’accordo del 28 luglio scorso».

Il comportamento della Lega Salvini e soprattutto del rieletto presidente Maurizio Fugatti è stato all’insegnadell’eccesso di autoreferenzialità e di supponenza, dimenticando che senza i 5 esponenti di Fratelli d’Italia, lui e i suoi supporter hanno solo 16 consiglieri, insufficienti per garantire anche la maggioranza semplice di 18 consiglieri. Di fatto, Fugatti con il suo comportamento poco politico ha consegnato nelle mani di Fratelli d’Italiale chiavi della legislatura, che potrebbe concludersi ancora prima di iniziare – e con l’impossibilità di una ricandidatura dello stesso Fugatti essendo al secondo mandato -, sempre che Urzì abbia sufficiente fegato, determinazione e attributi per andare fino in fondo per ricondurre i “fugattiani” di stretta osservanza all’internodegli argini istituzionali ed elettorali.

Da parte sua, Fugatti fa spallucce e derubrica la mancata elezione del presidente del Consiglio alla normalità: «non è la prima volta che non si elegge il presidente del Consiglio alla prima seduta. Non dobbiamo dire che è stato infranto nessun percorso consolidato. C’è un tema politico che deve essere risolto, sciolto ed affrontato. Però c’è una giunta operativa: la giunta sta lavorando, gli assessori sono in carica e nessuno può dire che non ci sia un ordinario confronto sulle problematiche che riguardano le competenze della giunta».

Fugatti ha ribadito nuovamente l’arrocco della Lega Salvini: «nel momento in cui ci sono due assessori, noi abbiamo sempre detto che la vicepresidenza cade. L’abbiamo detto da quattro mesi a questa parte». Ma Fratelli d’Italia non concorda e punta i piedi sulla parità di trattamento tra Lega Salvini e FdI, entrambi con 5 consiglieri, anche se Fugatti può contare pure sui 4 consiglieri della lista Fugatti Presidente, cui ha già concessola vicepresidenza e deleghe di peso. Proprio quelle cui aspirano gli esponenti di FdI.

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