Lupi (e anche orsi) è fauna protetta dalla normativa europea

La Corte di giustizia europea sanziona la legge del Tirolo austriaco che potrà avere effetti anche sulla gestione dei lupi e orsi in Trentino Alto Adige su cui pende la sentenza di morte pronunciata dalla politica locale.

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Protezione del lupo lupi danni da presenza del lupo

I lupi sono fauna protetta a livello europeo e come tale le leggi dei vari stati che ne prevedano la caccia e la soppressione perché colpevoli di svolgere il loro ruolo naturale di predatori sia di selvaggina che di animali d’allevamento sono contrarie alle norme e vanno disapplicate.

L’avvocato generale della Corte di Giustizia europea ha depositato le sue conclusioni su un caso che riguarda la condanna a morte da parte del governo tirolese in Austria di un lupo accusato di avere predato in un allevamento alcune pecore.

In Tirolo la legislazione locale prevede dei criteri generali per individuare i pascoli dove non possono essere adottate misure di protezione degli animali negli allevamenti, come recinti elettrificati o luoghi al chiuso, consentendo in tali ambiti l’uccisione a prescindere dei predatori, che possono essere lupi, volpi o anche orsi.

Complice la sempre più diffusa presenza di lupi e orsi anche in Alto Adige, la giunta di Bolzano aveva scopiazzato la legge dei cugini tirolesi, approvando una norma battezzata “ammazza lupi” che consente l’uccisione dei lupi nelle “zone pascolive protette” che, però, rappresentano il 98% del territorio altoatesino. Di fatto una licenza di caccia indiscriminata alla fauna protetta a livello europeo.

Ironico il commento della Lav: «la provincia di Bolzano si è comportata come quelli scolaretti a scuola che copiano il compito sbagliato: l’avvocato generale della Corte di Giustizia europea ha affermato che l’impianto normativo tirolese, al quale sembra essersi ispirata la provincia di Bolzano, si traduce in un “permesso in bianco per l’abbattimento di qualsiasi lupo”, evidenziando la correlata violazione dell’articolo 16 della “Direttiva Habitat” che riguarda la possibilità di derogare al regime di rigorosa tutela del lupo».

Per Massimo Vitturi, responsabile LAV Animali Selvatici ora «la provincia di Bolzano prenda atto del fallimento della sua politica che prevede l’uccisione dei lupi sul 98% del terreno destinato alle malghe e cancelli la sua assurda leggeammazza lupi” e obblighi finalmente gli allevatori a dotarsi degli strumenti che aiutano a prevenire le predazioni».

Le parole dell’avvocato generale della Corte di Giustizia europea, per la Lav, non lascerebbero spazio alle interpretazioni: «la coesistenza impone alcuni adeguamenti e costi correlati, che anche gli allevatori alpini devono sopportare».

La decisione della Corte di Giustizia europea apre un faro anche sulla norma che la provincia di Trento s’appresta a discutere e ad approvare, dopo la delibera in Giunta, relativa alla soppressione di 8 orsi all’anno per i prossimi tre anni al fine di rimuovere gli esemplari problematici e per contenere il numero della popolazione ursina che, nell’ambito del progetto europeoLife Ursus”, ha trovato nelle montagne del Trentino Occidentale un areale ideale a moltiplicarsi. Solo che l’aumento della popolazione ursina invece di distribuirsi nei vari territori delle Alpi italiane, svizzere e austriache è rimasta concentrata in Trentino, mettendo in crisi la convivenza con le popolazioni di montagna, la cui protesta ha trovato orecchie sensibili tra gli esponenti della maggioranza Lega Salvini e Fratelli d’Italia.

Con tutta probabilità, se la proposta di legge di soppressione degli orsi in Trentino venisse effettivamente approvata è probabile che potrebbe finire cassata dalla Corte di Giustizia europea similmente a quanto già accaduto per i lupi.

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