Tassa sul gas esportato: è bufera sul governo tedesco che vuole aumentarla

I Paesi mitteleuropei chiedono rimozione.

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Dopo il canale preferenziale contrattato a suo tempo con Vladimir Putin da “MuttiMerkel per avere gas metano a tariffe scontate per alimentare la competitività – e la concorrenza sleale intraeuropea – del sistema produttivo tedesco, ora scoppia un’altra polemica sempre legata al gas metano e alla tassa sul gas esportato applicata dal governo tedesco che finisce con il penalizzare gli altri paesi consumatori europei.

La divisiva tassa sul gas esportato arriva sul tavolo dei ministri europei dell’energia. A sollevare la questione al Consiglio Ue energia di giovedì 30 maggio sarà la delegazione austriaca, sostenuta da quelle ungherese, slovacca e ceca.

Berlino ha adottato la legge nel 2022, imponendo un’imposta su tutto il gas esportato proveniente dall’allora maggiore fornitore, la Russia, attirando le critiche dei Paesi vicini e della stessa Commissione europea che temono per l’integrità del mercato interno del gas e per la sicurezza degli approvvigionamenti.

L’odioso balzello tedesco ai danni dei paesi partner europei ora potrebbe subire un nuovo aumento deciso dal governo di Berlino a partire da luglio. La Commissione europea è in contatto con Berlino per scongiurare l’ipotesi di aprire una procedura d’infrazione contro il Paese, ma fa sapere di considerare le tasse applicate ai confini interni dell’Ue un rischio per «l’integrità del mercato interno del gas» e anche per l’obiettivo di ridurre la dipendenza dal gas russo, dal momento che la tassa fa aumentare i prezzi e spinge gli altri Paesi a comprare energia russa a basso costo.

Bruxelles – spiega un portavoce dell’Esecutivo – ha incoraggiato la Germania a introdurre una soluzione «che rimuova questi ostacoli e non penalizzi gli sforzi degli Stati membri per la diversificazione dal gas russo e su questo siamo in stretto contatto con le autorità».

Ma ancora una volta la Germania, così come la Francia, dimostra una strana concezione dell’Unione europea e del mercato unico, preferendo sempre una via privilegiata a favore dei rispettivi sistemi produttivi, con buona pace se per gli altri paesi la leale concorrenza interna va a farsi benedire.

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