Turismo della neve, costi della vacanza in aumento del 5,8%

Per strutture ricettive si paga 30% in più rispetto a 3 anni fa. Fatturato del settore a 12 miliardi (+3,6%).

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Turismo della neve turismo in trentino

Che sia sci alpino o di fondo, che sia snowboard o scialpinismo oppure anche solo uscire con le ciaspole al chiar di luna, è partita la grande macchina del turismo della neve dalle Alpi alle Dolomiti fino agli Appennini all’insegna dei numerosi rincari.

Trascorrere un soggiorno invernale sulla neve costerà, nella stagione 2025/2026, in media il 5,8% in più rispetto allo scorso inverno secondo quanto emerge dai dati dell’Osservatorio Italiano del Turismo Montano di Jfc presentati da Massimo Feruzzi.

«Gli aumenti più elevati – spiega Ferruzzi – riguardano i servizi alberghieri, con variazioni tra il +6,3% per le settimane bianche ed il 9,7% per i fine settimana ed i periodi di alta stagione, mentre le scuole di sci aumentano le proprie tariffe del +4,9%, il costo degli skipass cresce a livello nazionale del +4,1% ed i servizi di bar e ristorazione del +5,5%. Per una settimana bianca, la spesa media di un adulto sarà di 1.545 euro, mentre una famiglia di tre persone spenderà circa 4.017 euro (+6,3%). Un fine settimana sulla neve comporterà un costo medio di 622 euro per un adulto e 1.773 euro per una famiglia (+8,8%)».

Interessante vedere quali siano stati gli incrementi applicati dai vari settori nell’ultimo triennio: si tratta di aumenti che sembrano avere progressivamente rallentato per quanto riguarda le scuole di sci, gli impianti di risalita, i servizi di bar e ristorazione, ecc., mentre tale rallentamento non emerge nel settore ricettivo che, all’esatto opposto, nell’inverno entrante, applica incrementi significativi per tutte le tipologie di offerte (settimane bianche, fine settimane, ecc.). Nella stagione invernale 2025/2026 si paga il 30,3% in più rispetto a tre anni fa per soggiornare un fine settimana o durante l’alta stagione nelle strutture ricettive; di poco inferiore (+26,6%) è l’aumento praticato per quanto riguarda i servizi di bar e ristorazione, sempre nell’ultimo triennio. L’incremento dei prezzi degli impianti di risalita è invece pari ad un +17,5%, simile all’aumento praticato nel triennio dalle strutture ricettive alberghiere per la settimana bianca (17,6%), e in linea con la crescita dei prezzi praticata nell’ultimo triennio dalle scuole di sci, pari al +19,6%.

Anche quest’anno l’Osservatorio Jfc ha stilato le classifiche delle località più amate. Cortina d’Ampezzo si conferma la “Destinazione Bianca dell’Anno”, seguita da Madonna di Campiglio e Livigno. Cortina d’Ampezzo primeggia anche per la categoria “località più famosa” e “località più trendy”, mentre Madonna di Campiglio vince per “località con le migliori piste”, “località family” e “località con più servizi”. Livigno è la più “green”, Moena la più “accessibile”, Courmayeur la preferita per l’accoglienza alberghiera.

«Sarà una stagione di crescita contenuta, ma solida: +3,8% di presenze complessive, grazie al forte incremento degli ospiti stranieri (tra +8% e +8,8%) che compenserà la riduzione delle presenze italiane (-3,9%) e il consistente calo dei giornalieri (-14,5%)» dice Ferruzzi che parla di una stagione «positiva ma non euforica».

In forte crescita i flussi dalla Polonia (indicata dal 29,6% degli operatori), dal Regno Unito (indicato dal 15,9% degli operatori) e dalla Repubblica Ceca (8,2%). Gli ospiti internazionali soggiornano mediamente 6,2 notti, contribuendo in modo decisivo al bilancio positivo della stagione.

Il fatturato complessivo della filiera della montagna bianca italiana raggiungerà i 12,1 miliardi di euro, con un incremento del +3,6% rispetto alla scorsa stagione. Nel dettaglio il settore dell’ospitalità rimane la principale voce di fatturato del comparto con 5,9 miliardi di euro, seguito dai servizi sportivi e impiantistici (4,78 miliardi) e dalle attività di ristorazione, commercio e intrattenimento (1,42 miliardi).

«Un risultato che conferma la solidità del comparto e la capacità della montagna italiana di bilanciare qualità e sostenibilità in un contesto economico complesso – aggiunge Ferruzzi -. Sicuramente interessante la tendenza che vede aumentare l’interesse, da parte dei nostri connazionali, per periodi non canonici, come pure un anticipo sulle prenotazioni: il 38,9% di coloro che hanno deciso di fare una vacanza in montagna ha già prenotato».

Secondo Jfc l’inverno 2025/2026 apre una nuova fase per la montagna bianca italiana, che viene definita “transaction time”: un periodo di transizione verso il 2030, in cui «la competitività delle destinazioni dipenderà dalla capacità di coniugare qualità, sostenibilità e innovazione». E, forse, anche prezzi del turismo sulla neve più alla portata dei redditi delle famiglie italiane.

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