Olimpiadi Invernali 2026 Milano-Cortina: chi paga per i buchi di bilancio?

Interrogazione del Pd Lucia Maestri sui dati presentati dal rapporto di “Open Olympics 2026”

97
olimpiadi invernali
L'ex presidente del Coni, Giovanni Malagò, con il presidente del Trentino, Maurizio Fugatti.

Dopo parecchi mesi dalla conclusione delle Olimpiadi Invernali 2026 Milano – Cortina, diventa atto di trasparenza e di correttezza fare il punto sulla situazione locale e nazionale, rispetto alla spesa pubblica sostenuta fino ad oggi ed all’urgenza di definire le quote di riparto della dimensione debitoria gravante sui bilanci degli enti pubblici che hanno partecipato e sostenuto la realizzazione dell’evento sportivo e delle opere pubbliche correlate (la cosiddetta“legacy” o eredità).

Ne è convinta Lucia Maestri, consigliere provinciale Pd del Trentino, che ha presentato un’interrogazione perché «non si tratta di critiche aprioristiche, né di giudizi frettolosi su di una spesa che complessivamente non è secondaria, né di poco conto, ma della necessità di conoscere per capire; di verificare per approfondire e di interrogare per chiarire, laddove la chiarezza pare appannarsi in un groviglio di somme, debiti e crediti».

La recente pubblicazione di uno specifico “report”, prodotto dalla rete sociale “Open Olympics 2026” e costituita da autorevoli soggetti fra i quali il C.A.I., WWF Italia, Legambiente, la S.A.T., l’Alpenverein Südtirol ed altri, offre interessanti ed utili strumenti di analisi proprio della spesa e delle opere legate alle Olimpiadi e realizzate, progettate o ancora in fase di gestazione. Il quadro che emerge dall’esame costante degli andamenti di spesa segnala una costante crescita della stessa, che ha raggiunto, nello scorso mese di settembre, l’imponente somma totale di 3.624.992.563,14 euro con un forte incremento rispetto alle previsioni iniziali. Risulta infatti che la crescita sia di circa duecento milioni di euro, il cui peso dovrebbe riversarsi sui soggetti promotori e quindi regioni, province autonome e Stato. «Su questa base – afferma Maestri – proveremo allora a spingere l’analisi, concentrando le attenzioni anche sulla copertura di deficit e posizioni debitorie insolute e sui soggetti istituzionali chiamati a farsi carico di tali ingenti oneri».

«A quanto consta all’interrogante, pare che sulle regioni a Statuto ordinario e sulle province autonome interessate dall’evento sportivo mondiale venga quindi a cadere una quota non secondaria di spesa, con una ripartizione degli oneri che assegnerebbe le seguenti cifre a carico dei singoli bilanci regionali e provinciali: Regione Lombardia € 50.000.000,00.=; Provincia autonoma di Trento € 17.200.000,00.=; Provincia autonoma di Bolzano € 2.000.000,00.= e Regione Veneto €15.500.000,00.=, per un totale complessivo pari ad € 84.700.000,00.=, che non costituisce nemmeno la metà dell’aumento imprevisto di spesa generale prodottosi fin qui e pari esattamente ad € 209.900.000,00.=. Davanti a questi numeri, sorge spontanea anzitutto la domanda su chi verrà chiamato ad intervenire finanziariamente per coprire i restanti € 115.200.000,00.= o se questa somma verrà anch’essa spalmata su Regioni e Province autonome».

Per Maestri «se è fuori di dubbio che, nello scorrere del tempo, gli aumenti dei costi sono quasi sempre destinati a subire variazioni al rialzo e legate ad una molteplicità di fattori, resa ancor più dilatata a causa della vigente crisi economico-produttiva che aleggia quanto meno sull’intero continente europeo, è altrettanto opportuno sottolineare qui come, a sette mesi di distanza dalla chiusura delle Olimpiadi Invernali 2026, solo il 25% della spesa totale risulta essere stato investito in opere effettivamente concluse. A fronte di tale dato, emerge poi come solo il 17% rappresenta la quota di opere in fase di esecuzione ed il restante 58%, pari alla cifra di € 2.100.000.000,00.=, riguarda invece opere nemmeno iniziate, ancora in attesa di essere appaltate o in fase di progettazione. Va da sé che se questa è la situazione generale, i bilanci – e con essi i debiti – sono destinati ad ulteriori futuri incrementi, che oggettivamente preoccupano. Lo stato di avanzamento delle opere pubbliche sul suolo nazionale, correlate alle Olimpiadi Invernali 2026, mostra questa riassuntiva situazione: 49 opere concluse; 19 in fase di esecuzione; 9 in gara d’appalto e 21 in progettazione e ciò significa, rispetto al piano generale delle opere pubbliche legate a quest’evento internazionale, che circa un’opera pubblica su quattro non è nemmeno iniziata, mentre i costi continuano a crescere vertiginosamente».

Davanti a questa realtà complessa, «la Giunta della Provincia autonoma di Trento ha adottato una deliberazione (n.14 d.d. 21.01.2022, avente per oggetto: “Olimpiadi invernali Milano -Cortina 2026 – approvazione di uno schema d’Accordo per il riparto degli oneri economici di cui alla Garanzia 1.5 tra Provincia autonoma di Trento, Provincia autonoma di Bolzano, Regione Veneto, Regione Lombardia, Comune di Milano e Comune di Cortina d’Ampezzo”), con la quale si approva il succitato Accordo per la suddivisione degli oneri economici fra queste realtà istituzionali – prosegue l’interrogazione -. Il testo di questo ”patto” all’art. 3 prevede un criterio di ripartizione dei succitati oneri economici maggiori, suddiviso fra “area lombarda” e “area dolomitica” con la relativa suddivisione della spesa sui vari territori. L’Accordo prevede poi che il medesimo criterio di ripartizione debba essere applicato ad ogni eventuale deficit della “Fondazione Milano – Cortina 2026”, costituita ancora nel 2019 quale soggetto incaricato di pianificare e gestire l’intera macchina organizzativa, realizzativa, promozionale e logistica delle Olimpiadi Invernali 2026. Ma non basta».

«Risulta – prosegue Maestri – che la citata “Fondazione Milano – Cortina”, che è a tutti gli effetti un ente privato, poggia la sua credibilità finanziaria e continuità aziendale solo sulle garanzie pubbliche, sia per quanto attiene le sue esposizioni debitorie, che pare ammontino ad € 1.020.000.000,00.=, sia per quanto riguarda il deficit patrimoniale che pare ammontare alla somma di € 176.500.000,00.=, a fronte di crediti per € 365.800.000,00.=.

Le stranezze di questa vicenda non finiscono però qui. Infatti, con la deliberazione n. 1153 d.d. 3 agosto 2026, la Provincia autonoma di Trento prende atto di quanto dichiarato dal C.I.O. (Comitato Olimpico Internazionale), il quale, per ragioni non note, non pone divieti, nonostante la situazione sopra descritta, allo svincolo da parte della Provincia stessa degli importi accantonati a bilancio, quali garanzie delle obbligazioni assunte con l’Accordo più sopra richiamato ed a suo tempo sottoscritto. Così facendo pertanto, la provincia rende nuovamente disponibili sul proprio bilancio per gli esercizi futuri la somma di oltre 79 milioni di euro, prima vincolata a garanzia della propria parte di copertura debitoria della Fondazione. Per quali ragioni ciò sia avvenuto rimane oggetto di un necessario chiarimento da parte dell’Amministrazione provinciale, unitamente ad un quadro esaustivo sulla spesa sostenuta ed eventualmente ancora da sostenere in relazione ai “XXV Giochi olimpici invernali Milano – Cortina 2026».

Una situazione sempre più ingarbugliata, dove la trasparenza non pare essere la principale preoccupazione dei responsabili dell’evento e degli amministratori territoriali che, forse, ora tentano di depotenziare le conseguenze di una scelta di ospitare l’evento che si sta trasformando in un gorgo per le finanze pubbliche.

Per rimanere sempre aggiornati con le ultime notizie de “Il NordEst Quotidiano”, iscrivetevi al canale Telegram per non perdere i lanci e consultate i canali social della Testata. 

Telegram

https://t.me/ilnordest

Linkedin

https://www.linkedin.com/company/ilnordestquotidiano

Facebook

https://www.facebook.com/ilnordestquotidian

X

x.com/nestquotidiano

© Riproduzione Riservata