
La regione Lombardia ha ospitato a Milano un incontro istituzionale tra gli assessori allo Sviluppo economico regioni del Nord a statuto ordinario cui hanno partecipato Massimo Bitonci (Veneto), Vincenzo Colla (Emilia Romagna), Alessio Piana (Liguria), Guido Guidesi (Lombardia), Andrea Tronzano (Piemonte).
L’iniziativa, promossa in una fase cruciale che coincide con la conclusione del PNRR, ha rappresentato un momento di confronto finalizzato a valutare lo stato di salute dei rispettivi sistemi economici e produttivi, alla luce dei profondi cambiamenti degli scenari internazionali, delle nuove dinamiche geopolitiche e delle sfide legate alla competitività europea.
L’obiettivo condiviso dai cinque esponenti regionali è definire una posizione strategica comune sui temi dello sviluppo economico valorizzando le specificità e le complementarità dei rispettivi ecosistemi economici.
Le cinque regioni rappresentano il motore economico del Paese: insieme contribuiscono a oltre la metà del Prodotto interno lordo italiano e costituiscono uno degli hub manifatturieri più avanzati e competitivi d’Europa. Un patrimonio che svolge un ruolo determinante per la crescita economica nazionale ed europea.
L’incontro nasce anche dalla volontà condivisa di analizzare in modo approfondito l’evoluzione dei rispettivi ecosistemi economici e industriali, individuando punti di forza, criticità e nuove opportunità derivanti dal mutato contesto internazionale.
Si è deciso di costruire una piattaforma stabile di confronto le cinque regioni per elaborare proposte comuni sulle principali politiche economiche, favorire lo sviluppo della manifattura avanzata e rafforzare la competitività delle imprese.
La “Cabina di regia” comune sarà istituita nelle prossime settimane con una visione al 2050 nel contesto europeo per formulare proposte legislative e proposte di nuovi strumenti al Governo nazionale e alla Commissione europea; la stessa “Cabina di regia”, dopo uno studio elaborato sugli ecosistemi regionali, svilupperà sinergie ed obiettivi settoriali.
Sarebbe comunque utile che a queste cinque regioni ordinarie si unissero anche le due maggiori autonomie speciali di Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia per unire il relativo peso economico, anche se più limitato rispetto alle 4 principali, specie nei confronti dell’Europa.
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