In provincia di Trento quasi un residente su quattro ha più di 65 anni e, tra gli over65, il 12% assume sei o più farmaci ogni settimana, secondo l’Osservatorio epidemiologico provinciale e per molte famiglie il ritiro dei farmaci con prescrizione è un appuntamento fisso, da incastrare tra lavoro, spostamenti e assistenza ai familiari. Una parte di questo percorso oggi passa dal web, con regole precise che conviene conoscere.
Online in crescita, farmacia ancora al centro
Secondo IQVIA, nel 2025 il canale farmacia in Italia ha raggiunto 28,4 miliardi di euro, mentre le vendite online sono salite a 1,3 miliardi (+23,4%), trainate da autocura e integratori. Il digitale cresce in fretta, ma la consegna del farmaco resta legata al banco della farmacia.
Cosa si può acquistare online e cosa no
Il Decreto legislativo 219/2006 consente la vendita online solo dei farmaci senza obbligo di prescrizione (SOP e OTC), e solo da farmacie e parafarmacie autorizzate. I siti in regola espongono il logo comune europeo collegato all’elenco del Ministero della Salute; secondo la Federazione degli Ordini dei Farmacisti, gli esercizi autorizzati sono oltre 1.400.
I farmaci con ricetta non possono essere venduti via web, ma si possono prenotare. Il paziente invia i dati della prescrizione, il farmacista la verifica e prepara il medicinale, che viene consegnato dalla farmacia. La dispensazione resta così in capo a una farmacia fisica.
Ricetta elettronica: cosa serve per prenotare
Per i farmaci a carico del Servizio sanitario nazionale bastano il Numero di ricetta elettronica (NRE), riportato sul promemoria, e il codice fiscale. In Trentino le prescrizioni si consultano anche dall’app TreC+ dell’azienda sanitaria provinciale.
Dal 2025 il formato elettronico è stato esteso anche alle ricette bianche, con un codice NRBE e un PIN da comunicare in farmacia insieme al codice fiscale; nella fase di transizione resta valida anche la versione cartacea. Prima di prenotare conviene controllare la scadenza: la ricetta del Servizio sanitario nazionale vale 30 giorni, come la ricetta bianca non ripetibile.
Il modello ibrido: prenotazione online, ritiro sul territorio
Diverse catene e farmacie indipendenti hanno affiancato al banco un servizio di prenotazione da sito o app, il cui valore dipende in larga parte dalla rete fisica su cui si appoggia.
Tra le realtà più strutturate c’è Dr. Max, che in Italia, dopo l’acquisizione di Farmacie Italiane approvata dall’Antitrust nell’estate 2026, conta una rete vicina alle 300 farmacie, con una presenza fitta in Veneto e punti vendita anche in Trentino Alto Adige. Dr. Max offre la possibilità di ordinare farmaci con ricetta online, con un team di farmacisti che verifica la prescrizione prima di preparare l’ordine. Il paziente sceglie se ritirare in una delle farmacie della rete o, dove il servizio è attivo, ricevere il farmaco a domicilio. Per chi abita in Vallagarina e si sposta lungo l’asse dell’Adige, poter scegliere la farmacia di ritiro è un vantaggio concreto.
Le abitudini dei clienti confermano la tendenza: nel 2025 oltre il 55% degli ordini online del gruppo è stato ritirato in farmacia. Il digitale serve a organizzare la visita al banco, più che a sostituirla.
Quando conviene e a cosa fare attenzione
La prenotazione è utile soprattutto a chi segue terapie croniche, ai caregiver che gestiscono le ricette di un familiare, a chi lavora fuori dal proprio comune e per i medicinali non sempre disponibili a scaffale. Prima di inserire i propri dati è bene verificare il logo ministeriale del sito, conservare il codice della ricetta fino al ritiro e rivolgersi al farmacista per dubbi su dosaggi, equivalenti o interazioni.
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