Quando un’impresa entra in crisi, una delle domande più delicate riguarda chi avrebbe dovuto intercettare per tempo i segnali di difficoltà. Quali informazioni erano disponibili? Quali verifiche sono state effettuate? E soprattutto, quali iniziative avrebbero potuto prevenire o contenere il deterioramento della situazione aziendale?
Sono interrogativi che attraversano il sistema della governance societaria e investono direttamente il ruolo dei commercialisti impegnati negli organi di controllo e nella revisione legale.
Con il Decreto legislativo 47/2026, attuativo della riforma dei mercati dei capitali, il legislatore ha ridisegnato l’architettura normativa dell’amministrazione e del controllo societario, intervenendo sul Codice civile e sul Testo unico della finanza. Una trasformazione che, insieme alla precedente revisione dell’articolo 2407 del Codice civile in materia di responsabilità dei sindaci, pone nuove questioni interpretative e operative.
Come cambia il lavoro del sindaco? Dove si colloca il confine tra vigilanza, responsabilità e gestione del rischio? Quali strumenti consentono al revisore di trasformare le informazioni aziendali in verifiche efficaci?
A queste domande è dedicata la giornata formativa “Il ruolo rafforzato degli organi di controllo e del revisore”, organizzata da ADCEC Tre Venezie, in collaborazione con l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Vicenza, in programma venerdì 6 novembre 2026, dalle 9.30 alle 17.30, al GHV Hotel & SPA di Creazzo (Vicenza).
Un appuntamento che affronta uno dei passaggi più significativi nell’evoluzione della professione: il progressivo rafforzamento di una vigilanza capace di interpretare i rischi aziendali, verificarne i presidi e intervenire tempestivamente quando emergono criticità.
Responsabilità dei sindaci: la riforma alla prova delle controversie
Il punto di partenza sarà la responsabilità del Collegio sindacale, una materia nella quale le innovazioni normative si confrontano con la complessità dei giudizi civili, soprattutto quando la società attraversa una crisi.
Iacopo Donati, professore associato all’Università di Siena e avvocato di Donati & Partners, analizzerà la riforma dell’articolo 2407 del Codice civile, soffermandosi sui limiti risarcitori, sui criteri della loro applicazione e sulle questioni ancora aperte nella giurisprudenza.
L’introduzione di limiti alla responsabilità risarcitoria, al di fuori delle ipotesi di dolo, ha modificato significativamente il quadro normativo. Ma il rapporto tra responsabilità individuale, condotte omissive, colpa grave e possibile solidarietà continua a richiedere un’attenta lettura giuridica.
L’intervento approfondirà anche gli effetti sulle transazioni, la prescrizione delle azioni di responsabilità e le problematiche di diritto transitorio.
Il tema assume particolare rilevanza nelle procedure di crisi d’impresa, dove la ricostruzione delle condotte degli organi di controllo diventa spesso parte fondamentale dell’accertamento delle responsabilità.
Dalla vigilanza formale alla pianificazione dei rischi
Se la responsabilità rappresenta il momento in cui l’operato dei sindaci viene valutato, la pianificazione costituisce il terreno sul quale si costruisce una vigilanza efficace.
È il passaggio che sarà approfondito da Barbara Zanardi, dottore commercialista e founder di Marchese Zanardi & Partners, con un intervento dedicato alle novità della Legge Capitali e alla pianificazione dell’attività di vigilanza nella gestione dei rischi.
Il cambiamento riguarda soprattutto il metodo.
Non è più sufficiente ragionare in termini di adempimenti periodici e verifiche standardizzate. La vigilanza deve essere costruita sulla conoscenza dell’impresa, sulla valutazione dei rischi effettivi e sulla capacità di verificare l’adeguatezza degli assetti organizzativi, amministrativi e contabili.
Particolare attenzione sarà rivolta alle società non quotate e alle PMI, nelle quali il principio di proporzionalità assume un ruolo determinante.
Il piano annuale di vigilanza diventa così uno strumento dinamico, da aggiornare in funzione dell’evoluzione dell’attività aziendale, mentre i flussi informativi e il coordinamento tra i diversi soggetti incaricati del controllo rappresentano condizioni fondamentali per la qualità dell’intero sistema.
Una prospettiva che valorizza il contributo dei commercialisti non soltanto nella verifica della conformità normativa, ma anche nella tenuta dei sistemi di governance e nella capacità delle imprese di affrontare situazioni di incertezza.
Revisione legale: comprendere i processi per individuare i rischi
Il percorso proseguirà con Camilla Rubega, dottore commercialista e revisore legale in Vicenza, di Virevi Srl, che porterà l’attenzione sugli strumenti operativi della revisione legale.
Al centro dell’intervento la comprensione dei processi aziendali, l’identificazione e la valutazione dei rischi a livello di bilancio e di singole asserzioni, fino alla progettazione delle procedure di revisione conseguenti.
È un passaggio metodologico fondamentale: la qualità della revisione dipende anche dalla capacità di comprendere come l’impresa genera, registra ed elabora le informazioni economico-finanziarie.
Conoscere i processi significa individuare le aree maggiormente esposte a errori significativi e calibrare le verifiche in funzione dei rischi rilevati.
L’obiettivo è offrire una lettura concreta del rapporto tra valutazione dei rischi, evidenze probative e risposte del revisore, mantenendo chiara la distinzione tra le funzioni di vigilanza societaria e quelle proprie della revisione legale.
Cybersecurity, DORA, NIS2 e intelligenza artificiale: i nuovi confini del controllo
La trasformazione digitale sta introducendo una dimensione ulteriore nella governance delle imprese: il rischio tecnologico.
Oggi la continuità operativa può dipendere dalla sicurezza dei sistemi informativi, dalla resilienza delle infrastrutture digitali, dall’affidabilità dei dati e dalla capacità di governare servizi esternalizzati e piattaforme cloud.
Una violazione informatica, un’interruzione dei servizi o un problema di integrità dei dati possono produrre effetti economici, organizzativi e reputazionali rilevanti, con possibili riflessi anche sull’attendibilità dell’informativa finanziaria.
Sarà Alberto Provedel, ingegnere specializzato in ICT Risk & Data Governance di C&P Advisory Srl, ad affrontare questi temi, collegando i nuovi rischi tecnologici alle responsabilità degli organi direttivi e di controllo.
L’analisi comprenderà i quadri normativi DORA e NIS2, i relativi ambiti di applicazione, le metodologie di valutazione del rischio informatico e gli strumenti di reporting necessari per documentare criticità, incidenti, indicatori preventivi e piani di mitigazione.
Il ragionamento si estenderà anche alle imprese non direttamente soggette agli obblighi della NIS2, per le quali la gestione dei rischi digitali rimane comunque un elemento rilevante nell’adeguatezza degli assetti e nella continuità aziendale.
Spazio, infine, all’intelligenza artificiale, esaminata sia come fonte di nuovi rischi da presidiare sia come possibile strumento di supporto alle attività di controllo.
Una frontiera che richiede ai professionisti di integrare competenze economico-giuridiche, capacità di analisi e conoscenza dei processi tecnologici.
ADCEC Tre Venezie: formazione specialistica per accompagnare l’evoluzione della professione
Ad aprire la giornata saranno Camilla Menini, presidente di ADCEC Tre Venezie, Carmen Pezzuto, vicepresidente dell’Associazione, e Francesco Ferronato, presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Vicenza.
L’introduzione e il coordinamento dei lavori saranno affidati a Marco Pezzetta, dottore commercialista e revisore legale in Udine, professore a contratto di Finance & Control all’Università di Udine.
L’iniziativa si inserisce nell’attività di formazione specialistica di ADCEC Tre Venezie, orientata ad accompagnare i commercialisti nell’evoluzione delle competenze professionali e a favorire il confronto tra normativa, interpretazione giuridica e applicazione operativa.
La giornata è realizzata con il sostegno di DATEV KOINOS, sponsor dell’appuntamento.
Una nuova centralità per i commercialisti nella governance delle imprese
Il filo conduttore dell’incontro è la crescente complessità dei sistemi di controllo societario.
La riforma normativa, l’evoluzione degli orientamenti giurisprudenziali, l’integrazione dei sistemi di gestione dei rischi e l’impatto delle tecnologie digitali stanno ridefinendo il perimetro delle competenze richieste a sindaci e revisori.
Per i commercialisti si tratta di una sfida professionale, ma anche di un’opportunità di valorizzazione delle proprie competenze.
Per le imprese, invece, il rafforzamento dei presidi di controllo può contribuire a migliorare la qualità delle informazioni, la capacità di prevenzione delle criticità e l’affidabilità dei processi decisionali.
La questione, in definitiva, non è soltanto verificare ciò che è accaduto, ma disporre degli strumenti per riconoscere ciò che potrebbe accadere.
È in questa capacità di coniugare indipendenza, competenza professionale e attenzione prospettica ai rischi che si gioca una parte significativa del futuro della governance societaria.
Massimo Casagrande




























