La candidatura dell’Alto Adige con il Nordest a Capitale europea della cultura nel 2019 parte da Bressanone

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Pab container capitale europea cultura tommasini kaslatter mur 1Inaugurato il container itinerante, una sorta di museo mobile che farà tappa nei vari centri per illustrare il significato e ricadute dell’iniziativa sul territorio

È proseguita anche a Bressanone l’iniziativa “19×19”, le 19 serate pubbliche promosse dalla Provincia in tutto l’Alto Adige fino a metà 2013 per far conoscere i vantaggi della candidatura a Capitale europea della cultura. 19 incontri con operatori culturali, imprese, rappresentanti del territorio per conoscere l’opinione dei cittadini e sensibilizzarli a sostegno della candidatura dell’Alto Adige con Venezia e il Nordest verso il prestigioso traguardo del 2019. Dopo l’incontro al Thuniversum di Bolzano, la seconda tappa è stata ospitata a Bressanone negli spazi della Damiani-Holz & Ko SpA, azienda nota per le costruzioni in legno su misura, con un dibattito dedicato agli operatori culturali brissinesi e – target specifico di questo incontro – agli architetti. Si è ragionato sui motivi e sugli obiettivi della candidatura e si è fatto il punto sullo stato di avanzamento dei lavori.

Pab container capitale europea cultura 1 1In precedenza, la candidatura a Capitale della cultura si è presentata al grande pubblico sulla piazza Santo Spirito della città vescovile, dove gli assessori provinciali alla cultura di lingua italiana Christian Tommasini e di lingua tedesca Sabina Kasslatter Mur hanno inaugurato il container itinerante, dal grande impatto visivo, che spiega significato ed effetti di un evento così prestigioso. Fino al 15 marzo i cittadini possono visitare il museo mobile ideato per la Provincia da Lupo & Burtscher: in mostra video, mappe, foto e testi che testimoniano la vivacità culturale e le ricadute prodotte nelle passate Capitali europee della cultura. L’occasione è anche un prezioso momento di confronto per verificare la percezione che della stessa ha il pubblico locale. Ad ogni tappa corrisponde un focus specifico su una precedente Capitale europea della Cultura: a Bressanone la belga Bruges, capoluogo delle Fiandre occidentali, che nel 2002 ha ospitato il grande evento europeo. Nel container i brissinesi trovano uno sguardo panoramico sulla città, sui suoi luoghi di interesse e sul programma con cui si è presentata all’Europa. Pannelli, testimonianze e materiali di repertorio illustreranno gli eventi di maggior interesse e i risultati ottenuti da Bruges.

Il vicepresidente della Provincia Tommasini ha ricordato che “il processo della candidatura deve essere un’occasione per fare rete e valorizzare le nostre eccellenze, il nostro plurilinguismo, la pluralità culturale dell’Alto Adige”. Per questo motivo è stato ideato un vero e proprio tour lungo oltre un anno che attraverserà l’intera Provincia. “Ogni volta ospitiamo un rappresentante di valore delle città che negli anni passati sono state Capitali della cultura, ma soprattutto invitiamo gli operatori culturali, il tessuto socioeconomico e i cittadini”, ha aggiunto Tommasini. L’assessore alla cultura tedesca Sabine Kasslatter Mur ha ricordato che “l’Alto Adige è un’Europa in piccolo, ha tutte le carte per conquistare la designazione a Capitale della cultura. Il ciclo di incontri 19×19 e il container vogliono invitare le persone a scoprire la cultura e a discuterne, e già questo è un grande risultato”. A Bressanone gli ospiti internazionali sono stati Hugo de Greef, animatore della vittoriosa candidatura di Bruges 2002, e Alexiei Dingli, sindaco di La Valletta, la capitale maltese in corsa per la designazione del 2018. I due ospiti hanno raccontato la loro esperienza e fornito strumenti di confronto con la sfida che l’Alto Adige ha deciso di intraprendere assieme al NordEst.