Il primo ministro del Tibet in esilio Lobsang Sangay, in visita nella regione Trentino Alto Adige

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Consiglio PAT Bruno Dorigatti premier tibetano Lobsang Sangay 1Incontri con Durnwalder, Dellai e Dorigatti. Inaugurata a Trento una mostra sul Tibet

Il primo ministro del Governo tibetano Lobsang Sangay, in vista in Trentino Alto Adige, ha incontrato i vertici delle autonomie locali. Egli è il primo premier eletto (nell’aprile 2011 da 50.000 tibetani) dopo che il Dalai Lama ha deciso di dedicarsi esclusivamente alla guida spirituale del popolo tibetano. La situazione nel Tibet resta molto tesa. Sono oltre una ventina i monaci che negli ultimi mesi si sono immolati con il fuoco per protestare contro il governo cinese e rivendicare il diritto del popolo tibetano a conservare la sua identità, la sua lingua, la sua cultura, le sue millenarie tradizioni religiose. Nel frattempo i tibetani in esilio – circa 100.000 persone, per la maggior parte rifugiate in India – si sono dati una nuova costituzione che sancisce anche formalmente la divisione fra la sfera spirituale e religiosa, di cui il Dalai Lama è il massimo rappresentante, e quella politica.

Gli obiettivi politici del premier tibetano ed il suo impegno per il riconoscimento dell’autonomia per il Tibet all’interno della Repubblica cinese sono stati i temi al centro del colloquio che il presidente della provincia di Bolzano, Luis Durnwalder. “Sangay si è informato sul modello autonomistico altoatesino e lo ritiene adatto anche per il Tibet” ha riferito Durnwalder al termine del colloquio. “Sangay – così Durnwalder – è consapevole che l’indipendenza per i tibetani è difficilmente raggiungibile; per tal ragione punta ad ottenere l’autonomia per il proprio paese che consenta di mantenere vive la cultura, la storia e le tradizioni del popolo tibetano evitando l’assiilazione cinese”.

A Trento, Sangay ha incontrato i presidenti della Provincia, Lorenzo Dellai, e dell’assemblea legislativa, Bruno Dorigatti. Dellai ha rivolto un caloroso augurio di buon proseguimento del suo delicato incarico, in un momento particolarmente difficile per tutto il popolo tibetano. Al ministro, accompagnato in questa visita da Roberto Pinter in rappresentanza dell’Associazione Italia-Tibet, Dellai, nel confermare la vicinanza del Trentino al popolo tibetano, ha consegnato anche la “Carta di Trento per il Tibet”, una risoluzione delle Regioni autonome in supporto al Tibet già consegnata nel 2009, nel corso della sua ultima visita in regione, al Dalai Lama.

“E’ una situazione difficile – ha detto il primo ministro Sangay – , come testimonia il sacrificio di molte persone, nel Tibet, che si stanno dando fuoco. Anche se ho assunto questa carica solo da sei mesi, avverto sulle mie spalle le speranze riposte dai tibetani affinché possa fare qualcosa per aiutarli. Abbiamo bisogno del sostegno di tutti. Questa è la ragione delle visite che sto facendo in questi giorni, per ringraziare coloro che ci sono più vicini, come i trentini”.

Sangay si è poi recato in Consiglio provinciale, dove si è incontrato con il presidente Bruno Dorigatti, che gli ha esternato la solidarietà: “il Tibet resiste all’oppressione e persegue tenacemente il sacrosanto traguardo della libertà, della democrazia, dell’autogoverno. La sua graditissima visita arriva in un tempo in cui anche il Trentino, a suo modo, deve resistere, di fronte agli attacchi che da qualche tempo vengono rivolti contro la sua autonomia speciale. L’autodeterminazione di un popolo non è mai un risultato acquisito e definitivo, bensì una conquista che va difesa e protetta giorno per giorno”.

Dopo il rituale dono della candida sciarpa rituale tibetana, le due autorità hanno inaugurato assieme nell’atrio della sede del Consiglio una mostra fotografica, che fino al prossimo 10 marzo proporrà un reportage fotografico di Stefano Bottesi, che lo scorso gennaio ha visitato Lhasa e il Tibet fissandone terra e abitanti in una serie di penetranti immagini in bianco e nero e a colori, un omaggio alla resistenza tibetana.