Croazia nell’Unione Europea? “Più danni che benefici”

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mara-bizzotto-eurodeputata-ilnordestL’eurodeputata veneta Mara Bizzotto si appella al ministro Moavero Milanesi per sollecitare l’attenzione del Governo per fronteggiare i problemi

“Il Governo italiano segua l’esempio di Slovenia, Austria, Germania e Inghilterra e applichi la moratoria prevista dal Trattato di Adesione della Croazia per limitare l’accesso dei cittadini croati al nostro mercato del lavoro”. In vista dell’entrata ufficiale della Croazia nella UE (1 luglio 2013), l’europarlamentare veneta e responsabile federale del dipartimento Europa della Lega Nord, Mara Bizzotto, unendosi all’appello già lanciato da Veneto e Lombardia, ha scritto una lettera al Ministro per gli Affari Europei, Enzo Moavero Milanesi, per sollecitare un’azione del Governo.

“L’ingresso della Croazia nell’Unione Europea avrà conseguenze più negative che positive per il nostro Paese ed in particolare per il Veneto e per tutto il Nord Est, in quanto aeree di confine – scrive l’eurodeputata Bizzotto – Soprattutto dal punto di vista occupazionale, dal momento che i nostri territori, già provati da un elevato tasso di disoccupazione e da una carenza di posti di lavoro senza precedenti, rischierebbero di essere invasi da migliaia e migliaia di croati in cerca di un impiego”.

Secondo Bizzotto “il tempo sta per scadere: il Governo ha tempo fino al 30 giugno per limitare l’accesso dei croati al nostro mercato del lavoro per un periodo transitorio di almeno due anni, come ha già fatto la Slovenia e come si apprestano a fare anche Austria, Germania e Inghilterra. In pratica, grazie a questa moratoria, i croati, sebbene cittadini neo comunitari, per lavorare in Italia dovrebbero ottenere un permesso di lavoro identico a quello previsto per i cittadini extra-comunitari”. Bizzotto allarga l’appello alla probabile concorrenza sleale che si verrà a creare: “l’entrata della Croazia ci costerà caro anche dal punto di vista economico. Zagabria si appresta a ricevere ben 650 milioni di euro come regalo di benvenuto nell’UE, che si sommano ai circa 500 milioni di fondi pre-adesione già incassati negli ultimi anni. Oltre al danno, la beffa, perché è anche grazie a questi finanziamenti, pagati da tutti i contribuenti europei e quindi anche da quelli italiani, che la Croazia fa concorrenza sleale al nostro Paese, offrendo agevolazioni fiscali pazzesche alle nostre imprese che decidono di delocalizzare a pochi chilometri dal confine italiano ma in un territorio appena entrato a far parte dell’UE”. Non solo: “si pensi, ad esempio, che il Governo di Zagabria ha già promesso tasse zero alle aziende che investiranno nei prossimi dieci anni almeno 3 milioni di euro in Croazia dove, tra le altre cose, il costo del lavoro è la metà di quello italiano – sottolinea Mara Bizzotto – Il rischio vero quindi è che molte aziende decidano, come già accaduto negli ultimi anni, di spostare la propria produzione nel Paese balcanico, con il conseguente aumento dei casi di delocalizzazione selvaggia che lascerebbero i nostri territori in balia di ulteriore disoccupazione e macerie sociali”.

Bizzotto sottolinea che non “ho nulla contro i Croati, con i quali peraltro l’Europa già da anni porta avanti proficui accordi bilaterali, ma siamo contro questa ostinata politica dell’UE che vuole aprire le porte a tutti e ad ogni costo, senza valutare le disastrose conseguenze che queste scelte produrranno al nostro tessuto produttivo ed occupazionale e alla vita quotidiana dei nostri cittadini”.