Confindustria Padova, la presidenza passa da Pavin a Finco

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confindustria padova assemblea 2015 cetera ravagnan finco iazzolino 1Tra gli imprenditori riuniti alla Fiera di Padova si respira ottimismo per gli inizi di ripresa

Assemblea generale di Confindustria Padova alla Fiera, con la ministra Federica Guidi, che ha accennato anche ai timidi segnali di ripresa: «se saranno confermati i dati del Centro studi di Confindustria, direi che il 2015 potrebbe essere non solo uno spartiacque ma un anno di vera ripresa economica. Tendo a pensare – ha detto Guidi – che questi dati siano verosimili e ritengo ci siano buone possibilità. Il Governo ha fatto tanto in questi ultimi mesi per sostenere soprattutto il rilancio industriale in particolare quello manifatturiero con un occhio di attenzione per le Pmi.

L’assemblea 2015 segnala anche il cambio della guardia al vertice degli industriali padovani: a Massimo Pavin succede Massimo Finco, 56 anni, presidente delle officine Facco di Campo San Martino, la multinazionale degli impianti avicoli, 150 milioni di ricavi, che va a sedersi sulla poltrona che fu, tra l’85 e l’89, del padre Luigi, storico patròn della Arneg. Finco si definisce «un uomo in prima linea nelle sfide per la globalizzazione» rifiutando i ruoli di «economista e tanto meno di politico», rivendicando «responsabilità diretta e indiretta per le decisioni che possiamo e dobbiamo influenzare». Finco, dinanzi al ministro Guidi e al governatore del Veneto Luca Zaia ha ribadito la volontà degli imprenditori di «non chiedere aiuti di Stato, ma risposte sulle cose, velocità decisionale, certezze sui tempi e sulle leggi» obiettivi che uniti «a una forte riduzione fiscale e una decisa semplificazione burocratica devono passare attraverso forme di federalismo e alla spending review, di cui sembra tutti si siano dimenticati». Il neo presidente degli industriali di Padova propone ai suoi associati che il «Veneto diventi il laboratorio per sperimentare riforme concrete. Questa regione deve ritrovare l’orgoglio del suo modello di crescita e tornare ad essere propositiva senza paura, di una nuova azione di leadership, che entri con responsabilità nel merito delle scelte infrastrutturali culturali e politiche. Dobbiamo dare – ha aggiunto Finco – particolare attenzione ai giovani e identificare i talenti che ci sostituiranno, aiutarli a fare scelte che spettano solo a loro».

confindustria padova assemblea 2015 pavin finco zuccato 1Prima di Finco, è toccato al presidente uscente Massimo Pavin tracciare un bilancio del suo mandato, puntando sul futuro: «da un nostro sondaggio, un terzo delle imprese padovane prevede quest’anno nuove assunzioni a tempo indeterminato. Un segnale chiaro, che va però preso al volo: con una politica industriale decisa, anche regionale, e una drastica semplificazione istituzionale, eliminando le province e un terzo dei comuni veneti». Per creare una pubblica amministrazione «più snella e veloce – dice Pavin – perché nessuna delle multinazionali con cui lavora la mia azienda accetta contratti di diritto italiano. Una burocrazia che costi meno e sia meno aperta alla corruzione», al pari di «un fisco che ci faccia pagare meno tasse, per far rimanere qui le aziende». Evitando effetti paradossali. Come per il federalismo, dove, avverte Pavin, «l’uso indecoroso dell’autonomia fatto da alcune regioni e comuni rischia di produrre un riaccentramento di molte funzioni. Il contrario di uno Stato che commissaria le regioni e i comuni che sgarrano». Riforme per una nuova politica a favore dell’impresa che detassi investimenti e soldi messi nella ricerca e sviluppo, creando un clima più favorevole.

Dinanzi ai mille industriali riuniti alla Fiera di Padova, il passaggio di consegne è filato via liscio, con l’elezione di Finco e dei suoi due nuovi vice, Mario Ravagnan e Luca Iazzolino, assieme ai 9 membri del consiglio generale.