Orchestra Haydn di Bolzano e Trento, presentata la stagione 2015-16

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haydn da sx Arvo Volmer Gerhard Brandstätter Daniele Spini Chiara Zanoni e Matthias Lo ek
haydn da sx Arvo Volmer Gerhard Brandstätter Daniele Spini Chiara Zanoni e Matthias Lo ekNel cartellone 14 concerti per un viaggio nella musica dei compositori del Nord Europa. Al via la campagna abbonamenti

A Bolzano, i vertici della fondazione Haydn hanno presentato l’edizione numero 56 della Stagione dei concerti 2015/2016 dell’Orchestra regionale Haydn di Bolzano e Trento. La presidente della Fondazione, Chiara Zanoni, accompagnata dal direttore artistico Daniele Spini e dal direttore principale dell’orchestra, l’estone Arvo Volmer hanno illustrato i quattordici concerti in programma, che avranno luogo nei due capoluoghi a partire dal prossimo 20 ottobre.

«Proponiamo al nostro pubblico un nuovo anno di musica da vivere insieme – dice Daniele Spini –. I quattordici concerti in abbonamento si posizionano nel quadro di una programmazione triennale che segue cinque percorsi principali: “Radici” per rileggere la nascita dello stile sinfonico moderno; “Un secolo breve?” per ripercorrere la mille strade del Novecento; “Suoni per il terzo millennio” per capire dove possa portarci lo sviluppo della musica contemporanea; “Progetto Nord” per guardare alle culture musicali del Baltico e della Scandinavia, e “Progetto Requiem” per meditare insieme con i grandi compositori sulla fine della vita umana e sull’aldilà. Buona parte di questi filoni si intrecciano con le idee e le proposte del direttore principale della Haydn, Arvo Volmer: il Nord, così vicino alla sua storia personale, la ricorrenza dei 150 anni dalla nascita di Jean Sibelius; il Novecento storico, presente in tre dei suoi quattro programmi; e il Requiem di Verdi, conclusione specialmente solenne della stagione».

Il cartellone 2015/2016 guarda anche al futuro, con le prime assolute di due lavori commissionati dall’Orchestra Haydn rispettivamente a Hannes Kerschbaumer, compositore tra i più forti e originali del territorio regionale, e a Stefano Gervasoni, grande protagonista della musica di oggi.

I cinque temi guida segnano, in vario modo, anche i programmi degli altri nove maestri che saliranno sul podio della Haydn, dando vita a una Stagione di ampio respiro internazionale. Tre i nuovi arrivi: Michele Mariotti, il nuovo astro della direzione d’orchestra; Lorenzo Viotti, altro italiano lanciato in una carriera già assai importante; Dietrich Paredes, frutto prezioso della straordinaria vivacità artistica e sociale della musica del Venezuela. Cinque conoscenze ben consolidate: George Pehlivanian, Daniele Giorgi, Ottavio Dantone, abituale e prestigiosissimo compagno della Haydn nelle incursioni su precedenti e prime fasi dello stile classico, Jesús López-Cobos, Yves Abel. E una presenza eccezionale, Jeffrey Tate, che dopo un concerto memorabile lo scorso anno a Dobbiaco, ritorna in regione, ora per la prima volta a Bolzano e Trento.

Tra i solisti, grandi celebrità mondiali (come i pianisti Alexander Toradze e Jean-Efflam Bavouzet o la violinista Kyoko Takezawa) si alternano a personalità emergenti (il pianista Dmitry Mayboroda) e a proposte insolite (Trio di cetre “Greif”). Ma soprattutto prosegue e si intensifica l’impegno di valorizzare i musicisti dell’orchestra, dalla spalla Marco Mandolini alle prime parti che arricchiranno con la loro partecipazione molti programmi.

Non manca l’ormai tradizionale orchestra ospite, nell’ambito della nostra politica di scambi: quest’anno è la volta dei Pomeriggi Musicali di Milano, con Enrico Dindo in veste di direttore e violoncello solista.

«La Stagione sinfonica – ha dichiarato la presidente della Fondazione Haydn, Chiara Zanoni – rappresenta l’attività di maggiore impegno artistico e peso in termini di lavoro dell’orchestra e pertanto costituisce la punta di diamante della sua attività».

Nel corso degli ultimi anni l’Orchestra si è distinta anche come orchestra d’opera collaborando come partner dei teatri di Bolzano e Trento. «Da quest’anno 2015 – ha ricordato Zanoni – la Fondazione ha assunto la responsabilità artistica della Stagione lirica regionale nel teatro di tradizione di Bolzano e nel teatro di Trento. In altre parole, oggi la Fondazione Haydn è un’istituzione regionale che, prima in questo senso in Italia, affianca alla tradizionale attività sinfonica quella della lirica come attività propria. Vogliamo elaborare un modello che metta al centro l’opera contemporanea, offrendo così all’orchestra una nuova opportunità di crescita e al pubblico la curiosità di una serata a teatro con la lirica».

In quest’ottica, Matthias Lošek, nuovo direttore artistico della Stagione lirica, presente per la prima volta a Bolzano dopo la sua recente nomina, ha indicato come punto focale della prossima attività lirica regionale l’opera del XX e XXI secolo. Il cartellone sarà svelato nei dettagli nel prossimo autunno.