Inaugurato a Pradis il primo impianto di microirrigazione del Consorzio di bonifica Pianura Isontina

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microirrigazione goccia goccia vigneto
microirrigazione goccia goccia vignetoGrazie all’intervento della regione Friuli Venezia Giulia, ai 250 ettari di vigneto sono evitate le difficoltà connesse con l’andamento climatico siccitoso

 

E’ stato inaugurato il nuovo impianto irriguo di Pradis nella zona collinare tra Cormons e Capriva del Friuli, realizzato dal Consorzio di bonifica Pianura Isontina. L’impianto di Pradis è il primo impianto di irrigazione a goccia (microirrigazione) realizzato nella zona collinare isontina, che permetterà di servire 250 ettari di pregiato vigneto, garantendo qualità della produzione anche nelle stagioni più siccitose.

FVG Cristiano Shaurli eSara Vito inaugurazione impianto irrigazione goccia goccia PradisAll’inaugurazione ha partecipato l’assessore alle risorse agricole e forestali, Cristiano Shaurli, che nel suo intervento ha ricordato che le opere sono state realizzate tramite un contributo della direzione delle risorse agricole della Regione, che ha stanziato complessivamente 1,7 milioni di euro.
Fino a pochi anni fa irrigare la vite era un’eccezionalità. Era radicata infatti la convinzione che condizioni di sensibile stress idrico fossero favorevoli per ottenere una produzione di qualità com’è quella che si ottiene nella zona collinare isontina. Negli ultimi anni questo concetto si è ribaltato, sia per le diverse condizioni meteo, sia per l’adozione di nuove tecniche produttive. Negli ultimi anni l’intera zona ha risentito delle forti ondate di calore e della modificazione delle distribuzioni delle piogge accompagnate da un innalzamento delle temperature massime sia primaverili che estive, che hanno messo in crisi la produzione vitivinicola. Questi eventi hanno indotto le aziende del Collio ad eseguire, ormai con cadenza annuale, precarie irrigazioni di soccorso con prelievi dalla rete consortile di pianura anche con autobotti per cercare di salvare la produzione viticola.
«In questo nuovo scenario poter disporre di un impianto di irrigazione fisso e non solo di soccorso – ha sottolineato Shaurli – è diventata una necessità. Con questo impianto non viene forzata la produzione viticola da un punto di vista quantitativo, ma si garantisce costanza di qualità negli anni, attraverso un sistema irriguo orientato alla massima ottimizzazione della risorsa idrica. Questo impianto è un’ulteriore riprova di come il comparto agricolo si pone in modo positivo nei confronti dell’innovazione tecnologica».
Il presidente del Consorzio di bonifica della Pianura Isontina, Enzo Lorenzon, ha illustrato gli aspetti tecnici dell’intervento, che ha visto realizzare negli scorsi mesi invernali e primaverili una stazione di rilancio dell’acqua posta alla base della collina di Pradis e la posa delle relative tubazioni per servire 19 settori irrigui posti ad una quota compresa tra 50 e 140 m sul livello del mare. In complesso sono stati posati 25 km di condotte e allestiti 100 punti di consegna irrigua a servizio dell’utenza. Lorenzon ha inoltre ricordato i grandi vantaggi che offre un impianto di microirrigazione consortile, capace di fornire alle piante la quantità d’acqua minima per superare periodi di stress idrico senza compromettere la qualità del prodotto, un basso consumo e un’elevata efficienza dell’acqua di irrigazione, un contenuto consumo energetico, una uniformità di distribuzione dell’acqua anche su terreni in pendenza o sconnessi. Non trascurabile la possibilità di automazione e la quasi totale assenza di manutenzione.