Le regioni speciali consegnano a Boschi la “Carta di Udine”

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carta di udine firma SerracchianiKompatscher Rossi Demuro
Serracchiani: «assolutamente convinti della importanza riforma costituzionale anche per le autonomie speciali»

 

carta di udine firma SerracchianiKompatscher Rossi DemuroProsegue la battaglia tra il fronte del “Sì” e quello del “No” al referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre. Il fronte delle autonomie speciali guidato da giunte di centro sinistra ha consegnato a Roma al ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, la cosiddetta “Carta di Udine”.

Il presidente della regione Friuli Venezia, Giulia Debora Serracchiani, il presidente della Sardegna, Francesco Pigliaru, e i presidenti delle province autonome di Trento e di Bolzano, Ugo Rossi e Arno Kompatscher, hanno sottoscritto lo scorso 7 ottobre, il documento in relazione al ruolo delle Autonomie speciali nel quadro della riforma costituzionale. «Abbiamo consegnato la cosiddetta “Carta di Udine” al ministro Boschi – ha detto Serracchiani – e siamo assolutamente convinti della riforma costituzionale e grazie alla Carta di Udine abbiamo segnalato quanto la riforma sia importante per le Regioni e le Province autonome».

Per Serracchiani «la nostra è una autonomia indispensabile al Paese e di assunzione di responsabilità. Questa comporta nei confronti del Governo una leale collaborazione ma anche la consapevolezza che finalmente abbiamo lo strumento dell’intesa: sarà un’intesa forte che permetterà alle Regioni e alle Province autonome di ammodernare la loro specialità, accettando le sfide che abbiamo davanti a noi e che ci permetteranno, grazie alla nostra specialità, di essere ancora più forti».

Secondo Arno Kompatscher «questa riforma della Costituzione può rappresentare un’opportunità per i nostri territori, per un ammodernamento dei nostri statuti che ormai sono in vigore da più di 40 anni ma il contesto giuridico, sociale ed economico è variato. Viene confermato con la riforma anche il principio dell’Intesa. Noi ci siamo, nello spirito di leale collaborazione tra le istituzioni ma è importante che le modifiche necessarie si faranno applicando il principio della vera intesa. Gli statuti – ha concluso Kompatscher – andranno revisionati anche perché è cambiato l’ordinamento il giuridico a livello europeo e nazionale, bisogna quindi rendere compatibili i due sistemi. Questo rappresenta per noi una opportunità per tenere il passo con i tempi».