Confindustria Venezia: «stop ritardi pagamenti della pubblica amministrazione»

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Zoppas: «la mia piena solidarietà all’eroe Diego Lorenzon»

 

diego lorenzonPagare le tasse allo Stato, quando quest’ultimo è debitore e pessimo pagatore nei confronti del contribuente, oppure pagare fornitori e dipendenti? Il dubbio non se lo è posto Diego Lorenzon, titolare della Poolmeccanica di San Michele al tagliamento in provincia di Pordenone. E ha fatto bene: dinanzi ad uno Stato grassatore che lo ha rinviato a giudizio per evasione fiscale (nonostante lo stesso imprenditore negli anni precedenti avesse versato oltre 7 milioni di euro in tasse e contributi), c’è stato un giudice terzo che ha applicato la ragione oltre che la legge, mandando assolto l’imputato «perché il fatto non sussiste».

Una storia emblematica di come il rapporto tra Stato e Cittadini non funziona, così come non sono state mantenute le promesse del premier Matteo Renzi di pagare tutti i debiti accumulati dalla pubblica amministrazione che, invece, continuano a crescere e a generare fior di difficoltà a chi lavora con il comparto pubblico. A fianco dell’imprenditore assolto che ha messo a serio rischio anche la propria salute per tenere a galla la sua impresa e i cinquanta posti di lavoro, scende in campo Confindustria Venezia che, per bocca del suo presidente Matteo Zoppas, afferma «sono da ripensare i rapporti con la pubblica amministrazione e il sistema di pagamenti del pubblico. Le aziende ancora in difficoltà per i ritardi di pagamento dei lavori effettuati sono tantissime e in generale la crisi sta portando alla chiusura di centinaia di aziende veneziane». 

Zoppas invita chi amministra la cosa pubblica a «guardare in primo luogo alle migliori pratiche all’estero, per esempio si dovrebbe bilanciare le partite dare ed avere, quantomeno la tempistica» Per il presidente di Confindustria Venezia «Diego ha un business che economicamente può stare in piedi. Finanziariamente non era sostenibile perché il settore pubblico non pagava, una situazione che purtroppo si ripete ancora in molti casi. Diego è un eroe, una persona che pensa a salvare il posto di lavoro ai propri dipendenti invece di pensare alle conseguenze per se stesso deve essere chiamato eroe – sottolinea Zoppas -. Le tasse si devono pagare, su questo non ci piove. Ma ci sono situazioni che ti mettono di fronte a scelte importanti, sei tra l’incudine e il martello. Diego ha scelto la strada che poteva portare vantaggio all’impresa e ai dipendenti».