Decolla la stagione 2020 della Società Filarmonica di Trento

Primo appuntamento con un duo d’eccezione: Giuliano Carmignola (violino) e Mario Brunello (violoncello piccolo) con l’Accademia dell’Annuniciata.

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L'accademia dell'Annunciata.

Martedì 14 gennaio (ore 20.30) decolla la Stagione dei concerti della Società Filarmonica di Trento con un appuntamento d’eccezione: l’Accademia dell’Annunciata diretta da Riccardo Doni accompagnerà Giuliano Carmignola (violino) e Mario Brunello (violoncello piccolo) in un programma all’insegna del “Sonar in Ottava” tutto dedicato ad e a J. S. Bach.

Il programma del concerto proposto dalla Società Filarmonica di Trento sonda l’ipotesi che alcune composizioni del ’6/’700, concepite per il violino, potessero essere eseguite anche da uno strumento di tessitura più grave ma con la stessa accordatura come il “violoncello piccolo” usato spesso da Brunello per le sonate di J. S. Bach.

Breve e naturale è stato il passo da Bach a Vivaldi per un progetto affascinante quanto inedito affidato a un duo affiatato e straordinario: il violinista Giuliano Carmignola e il violoncellista Mario Brunello. Interessato principalmente al repertorio barocco e classico, il trevisano Giuliano Carmignola è uno dei più importanti interpreti mondiali della musica di Vivaldi. Solista nelle sale di tutto il mondo, ha suonato sotto la guida di Abbado, Pinnock, Dantone e altri ancora, lasciando incisioni ricercate prodotte da Erato, Sony Classical e Deutsche Grammophon.

Mario Brunello, dopo l’affermazione nel 1986 al Concorso Čaikovskij di Mosca, è invitato da tutte le orchestre internazionali, da Londra a Berlino, Tokyo e Milano. Nella sua vita artistica riserva ampio spazio a progetti che coinvolgono forme d’arte e saperi diversi alla ricerca di nuovi canali di comunicazione per avvicinare il pubblico a un’idea diversa e multiforme del far musica.

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Mario Brunello e Giuliano Carmagnola.

L’Accademia dell’Annunciata è nata nel 2009 ad Abbiategrasso (MI) nella cornice leonardesca del complesso monumentale omonimo. Sotto la direzione di Riccardo Doni, clavicembalista e organista (storico collaboratore de “Il Giardino Armonico”), ha sviluppato una propria identità interpretativa specializzandosi nell’ambito del repertorio barocco e preclassico praticato su strumenti originali.

La nuova stagione della Società Filarmonica di Trento si apre con un concerto tutto dedicato a Antonio Vivaldi (1678-1741) e Johann Sebastian Bach (1685-1750). Sono forse più le cose a unire (la più curiosa: il 28 luglio, data della loro morte) che quelle a dividere questi due celebri compositori. Entrambi furono instancabili sperimentatori in diversi generi come del resto virtuosi strumentisti, l’uno al violino, l’altro all’organo e clavicembalo. Pare che non si fossero mai incontrati di persona, ma molte furono le intersezioni tra i loro percorsi artistici. Da un lato spiccano le trascrizioni di Bach di diverse composizioni vivaldiane; dall’altro, l’incontro avvenuto in campo musicologico e filologico nel Novecento, legato a una vera e propria riscoperta dell’opera di Vivaldi all’interno degli studi bachiani.

Non si tratta quindi di due mondi così lontani, nonostante i mille chilometri di distanza che separano Venezia e Lipsia. Ed è forse proprio questa l’idea alla base di questo concerto: guardare a queste pagine nella dimensione di un Barocco europeo, vivo e multiforme, che supera il pensiero binario tra la musica italiana e quella tedesca, e tutti i relativi clichés nazionali che le hanno volute contrapposte (lo spirito gioioso e la serietà, la libertà e rigore).

L’ensemble sul palco spinge inoltre a riflettere su un aspetto altrettanto importante relativo al lavoro dell’interprete di oggi sulla musica del passato, sulle sue libertà, sulla ricerca, e su un’idea di testo (musicale) a servizio della performance. Da qui dunque inizia il lavoro di sperimentazione timbrica, che si muove intorno al concetto di “sonar in ottava”, la distanza sonora tra il violino e il violoncello piccolo, dando una nuova identità sonora a pagine scritte originariamente per altri strumenti.

Tra queste musiche vivaldiane e bachiane c’è un solo intruso: Johann Gottlieb Goldberg (1727-1756) che studiò a lungo con Bach e che ricordiamo oggi solo indirettamente per le celebri Variazioni Goldberg (1741) del suo maestro, rese leggendarie dalle incisioni del pianista Glenn Gould.

Programma

A. Vivaldi

Concerto in Do magg. RV 116 per archi e b.c.

Allegro – Andante – Allegro

 

J. S.Bach

Concerto in do min. BWV 1060 versione per vl e vlc piccolo, archi e b.c.

Allegro – Adagio – Allegro

 

A. Vivaldi

Sinfonia in Re magg. RV 125 per archi e b.c. (ric. di O. Fauré)

Allegro – Largo – Presto

 

Concerto in Mi bem. magg. RV 515 vers. per vl, vlc piccolo, archi e b.c.

Allegro – Largo – Allegro

 

J.S. Bach

Concerto in re min. BWV 1043 vers. per vl, vlc piccolo, archi e b.c.

Vivace – Largo ma non tanto – Allegro

 

J.G. Goldberg

Sonata in do min. per archi e b.c. DürG 14

Largo – Allegro – Grave – Giga

 

A. Vivaldi

Concerto in Do magg. RV 508 vers. per vl, vlc piccolo, archi e b.c.

Allegro – Largo – Allegro

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