Accordo regione Veneto-Terna per monitoraggio della rete ad alta tensione

Installati sensori e raccolta dati su 26 linee. Ferraris: «l’obiettivo è prevenire l’insorgenza di disservizi sulla distribuzione dell’energia al territorio».

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monitoraggio della rete ad alta tensione Europa elettrodotto

Il governatore del Veneto, Luca Zaia, e l’amministratore delegato di Terna, Luigi Ferraris, hanno sottoscritto a Venezia un protocollo d’intesa finalizzato all’installazione di un sistema di monitoraggio della rete ad alta tensione elettrica gestita da Terna sul territorio regionale.

Il progetto è già operativo su 26 linee tra le province di Belluno, Vicenza e Verona, dove sono stati installati 291 sensori di tiro, 51 stazioni meteo, 51 accelerometri e inclinometri e 85 dispositivi per la raccolta dati. Per questa prima area, Terna ha investito circa tre milioni di euro.

«L’obiettivo – ha spiegato Ferraris – è prevenire l’insorgenza di disservizi. Monitorando una serie di parametri rilevanti per il funzionamento della rete elettrica, siamo in grado di intervenire con tempistiche rapide in caso di emergenze, ma anche di prevenire alcuni eventi». La trasmissione dei dati avviene via radio attraverso un circuito interno all’azienda, avendo a disposizione un canale alternativo in caso di interruzione delle comunicazioni tradizionali.

«Siamo in fase sperimentale, ma concreta – ha proseguito Ferraris – e raccoglieremo dati e informazioni che elaboreremo insieme a istituzioni, protezione civile e Arpav per costruire una storia e affinare modelli e algoritmi».

Il monitoraggio della rete ad alta tensione «è una sorta di “grande fratelloelettrico – ha commentato Zaia – che ci consente un controllo digitale in tempo reale. E’ innovazione allo stato puro e siamo fieri di essere stati i primi ad aver installato questi sensori. Anche perché si tratta di una partita unica non solo per l’ambiente, ma anche per la protezione civile, potendo monitorare l’intero territorio».

Per ovviare a parte dei disservizi la soluzione definitiva rimane il potenziamento della rete distributiva, soprattutto quella che alimenta le realtà più disagiate, ancora servite da sistemi che non prevedono alimentazioni sostitutive.

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