Lotta all’odio in rete e ai nuovi generi di molestie

Kompatscher e il ministro austriaco Raab discutono in un vertice digitale le linee di comportamento.

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odio in rete

Proprio nei periodi di crisi è importante tenere alta l’attenzione su temi quali le pari opportunità e il rispetto fra le persone, specie nei casi di odio in rete: lo hanno ribadito nel corso di un incontro in video-conferenza il presidente della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher, e la ministro austriaco a donne e integrazione, Susanne Raab. 

Secondo Kompatscher, «il confinamento ha riportato a galla vecchi modelli riguardanti la suddivisione dei ruoli fra i sessi, ma non solo. Ritengo comprensibile la delusione di chi sostiene che molti dei passi in avanti compiuti nel corso degli ultimi decenni siano serviti in realtà a poco». Dello stesso parere anche Raab: «si stanno sviluppando nuovi modelli organizzativi all’interno delle famiglie, tematica che ovviamente non può essere gestita dallo Stato, il cui compito è quello di rafforzare la consapevolezza a tutti i livelli».

Uno dei temi molto caldi sia in Austria che in Alto Adige, dove di recente è stata approvata una mozione sulla “netiquette” nei portali online locali, è la lotta all’odio in rete. Raab e Kompatscher si sono detti concordi sulla necessità di «prevedere regole di comportamento in quanto ciò che vale nella vita reale dovrebbe valere anche in quella virtuale». Da questo punto di vista, l’Austria vuole imporsi come uno dei paesi guida a livello europeo per la regolamentazione di piattaforme quali Facebook, Twitter o TikTok, prevedendo pesanti sanzioni nei casi in cui commenti offensivi non vengano cancellati. 

Tra i fenomeni su cui tenere particolarmente alta l’attenzione, Raab ha citato anche il cosiddetto “upskirting”, un tipo di molestia sessuale che consiste nel “rubarefoto da sotto le gonne femminili grazie alle fotocamere dei cellulari che poi vengono postate sui social o sui siti porno specializzati nel genere.

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