Anche in Italia arriva la ripresa economica

Fino a settembre ha corso al galoppo, mentre qualche problema potrebbe arrivare dal caro materie prime e dalle bolle cinesi.  Di Mauro Marino, esperto in economia 

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Finalmente qualcosa si muove, con la ripresa in ambito economico: dopo i venti mesi più brutti dal dopoguerra a causa di una pandemia in cui adesso sarebbe il caso, passata la fase dei quasi 1.000 decessi al giorno, di indagare sulle effettive cause per evitare in futuro di trovarsi in situazioni simili, che ha causato oltre 131.000 vittime e che ha provocato danni incalcolabili, dal punto vista economico/sociale si comincia a vederela luce.

L’eccezionale impegno del generale Figliuolo, unito ad una organizzazione perfetta ha portato, ed era molto difficile, ad un numero che sfiora l’80% delle persone che hanno completato il ciclo vaccinale, che si sono cioè immunizzate dagli effetti più devastanti della malattia.

Non era facile, ma con il Governo Draghi che ha provveduto immediatamente a nominare il generale Figliuolo commissario straordinario per l’attuazione ed il coordinamento delle misure per il contrasto del Covid, in sostituzione di Arcuri, l’obiettivo è stato raggiunto.

Figliuolo ha portato la sua esperienza per risolvere un’emergenza che andava affrontata in modo capillare tipico di un’organizzazione militare.

Certamente esiste, ancora, il problema di chi per vari motivi non vuole vaccinarsi ma questa è un’altra storia, era essenziale dare a chi volesse usufruire di questa opportunità gli strumenti per farlo.

Questa sicurezza che hanno avuto milioni di italiani si è riversata, finalmente, sulla volontà di uscire dalla pandemia con rinnovato impegno e determinazione.

La stagione turistica estiva, da sempre nostro cavallo di battaglia, è andata benissimo. Fino a tutto settembre, e ci sono parecchie prenotazioni da parte di stranieri anche per il mese di ottobre, le strutture ricettive hanno fatto il pieno e gli operatori che operano in montagna, dopo lo scorso anno passato con gli impianti chiusi, già si stanno preparando, in assoluta sicurezza ad accogliere milioni di turisti.

Ma anche l’industria, soprattutto manifatturiera, sta andando molto bene e le attività commerciali si stanno rilanciando. Gli italiani dopo venti mesi di paura hanno voglia di vivere e perché no hanno voglia di spendere ed infatti l’enorme massa di denaro che avevano accumulato sui propri conti correnti comincia adesso, fortunatamente, ad essere intaccata per acquisti anche nei confronti del mercato interno.

Dopo il terrificante –8,9% del PIL nel 2020, quest’anno nel NADEF (la nota di aggiornamento del documento di economia e finanza) di parla di un +6% di PIL rispetto all’anno precedente e si prevede un +4,2% per il 2022. Tutti gli indicatori rapporto PIL/deficit, debito, occupazione sono in crescita, ma bisognerà mantenere questo trend per i prossimi anni. Se questo sarà realizzato, vorrà dire che nell’arco di tempo di nemmeno due anni avremo ripreso e superato la crescita che avevamo in Italia prima della pandemia.

Anche a livello di entrate tributarie e contributive, la raccolta è positiva e ci stiamo avvicinando agli importi incassati nell’anno 2019. Questa strana maggioranza con tutti dentro, a parte Fratelli d’Italia e con la Lega che opera come forza di governo e di opposizione, sta dando per il momento i suoi frutti.

Quello che mi sento di dire e che questo +6% del PIL sarà realizzato anche con il contributo del mercato immobiliare e ci si auspica veramente che non si impongano nuove tasse in questo settore che anche col sostegno del “Superbonus 110%” sta cercando faticosamente di uscire da un lungo periodo di stagnazione.

Teniamo presente anche che dei famosi 191,5 miliardi di euro del Pnrr ne sono giunti appena 25 e che quindi nei prossimi cinque anni arriveranno i denari per far ripartire tutte quelle opere pubbliche ferme da troppi anni.

Riuscendo a mantenere bassa l’inflazione, che ora dopo diversi anni comincia a rialzare la testa, e mantenendo lo spread attorno i 100 punti base l’economia italiana tornerà a primeggiare e ad essere un traino per l’EU.

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