Al convegno del Nodo di Gordio gli assetti geopolitici del Mediterraneo e dei Balcani

Migliori: «è necessario che l’Italia riveda il proprio ruolo nel campo della politica estera, che è sempre più fondamentale». 

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nodo di Gordio

La rapida mutazione degli assetti geopolitici nel Mediterraneo e nei Balcani è stata al centro dell’edizione 2022 del convegno annuale del “Nodo di Gordio”, giunto alla XIX edizione, presieduto da Daniele Lazzeri che ha portato a Montagnaga di Pinè in Trentino un nutrito parterre di protagonisti della politica estera, italiana e non.

Con il già presidente dell’Osce, l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, e già deputato di Fratelli d’Italia, Riccardo Migliori, in questa puntata speciale di “Focus” di “ViViItalia Tv”, il direttore de “il NordEst Quotidiano”, Stefano Elena, delinea un quadro dei nuovi assetti geopolitici che involvono profondamente anche nella sicurezza economica ed energetica italiana.

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Migliori evidenzia al “Nodo di Gordio” soprattutto la debolezza italiana in fatto di politica estera, un settore che dovrebbe essere strategico per tutti i governi, ma che negli ultimi dieci anni è stato pesantemente sottovalutato, lasciando spazi aperti all’azione di altri governi su un areale, quello Mediterraneo, che dovrebbe essere strategico per la sicurezza nazionale italiana.

Varchi immediatamente occupati dal neointerventismo turco, che non disdegna di ipotizzare il ritorno dell’influenza ottomana, con la presenza sempre più marcata in territori dove l’Italia avrebbe dovuto continuare a svolgere un ruolo preponderante, come in Libia, Tunisia e Algeria.

Ma così non è stato specie negli ultimi anni dove il vertice della diplomazia italiana è stato ricoperto da politici privi della minima preparazione, ad iniziare da quella clamorosa in fatto di lingue e di geografia.

Dallo scenario Mediterraneo a quello Balcanico, che vede gli stati scaturiti dall’implosione jugoslava fare domanda per entrare nell’Unione Europea, che punta all’allargamento a tutti i Balcani, partendo dall’Albania, mentre la Croazia a partire dal prossimo 1° gennaio 2023 entrerà a fare parte del Club dell’Euromoneta.

Buona visione.

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