Prezzi dell’energia: la stagione fredda sarà rovente

Tabarelli: «è molto probabile che i costi del gas metano e dell’elettricità crescano ancora. Ma il rischio più grande non è legato al prezzo ma alle forniture disponibili». 

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La stagione fredda sarà rovente sul fronte dei prezzi dell’energia, con bollette ancora più care di quelle già stellari appena giunti nelle mani degli utilizzatori, sia gas metano che energia elettrica: ne è convinto il presidente di Nomisma Energia, Davide Tabarelli, in questa intervista a “Focus” di “ViViItalia Tv”, condotta dall’esperto in comunicazione e analisi politica, Gianfranco Merlin, e dal direttore de “il NordEst Quotidiano”, Stefano Elena.

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Il questa situazione vengono al pettine tutti i nodi irrisolti (volutamente) dalla politica degli ultimi vent’anni, periodo durante il quale si è rinunciato a fare le scelte strategiche necessarie per evitare di ritrovarsi nell’emergenza odierna sul fronte dei prezzi dell’energia, quando l’unica soluzione concreta percorribile pare essere quella della riduzione dei consumi per cercare di risparmiare sulla bolletta. Sempre che le forniture arrivino, perché l’ipotesi di una carenza di disponibilità di gas metano e di energia elettrica è tutt’altro che uno scenario futuristico: anzi, è terribilmente concreto e vicino.

L’Italia e l’Europa paga ancora una volta la miopia e la scarsa lungimiranza della propria classe politica, che ha preferito legarsi al facile e a buon mercato acquisto di energia dalla Russia senza diversificare strategicamente i propri fornitori. Non solo: anche la mancata integrazione nell’assetto istituzionale comunitario della Russia – che all’avvento di Vladimir Putin al potere poteva essere uno scenario concreto – oggi si rivela essere un boomerang tirato direttamente a Bruxelles e nella terga dei Ventisette, con scenari di pesante guerra nel cuore del continente che nessuno si augurava di vedere nuovamente.

Quanto alle elezioni italiane del 25 settembre, i partiti farebbero meglio a tenere un approccio pragmatico e non ideologico in tema di energia, perché la realtà è dannatamente differente da quella onirica in cui tanti, troppi aspiranti gestori della cosa pubblica si stanno baloccando.

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