Acque stagnanti inquinate: nel Ravennate (e anche sulla costa adriatica) cresce il rischio

Miani: «aumenta il rischio di infezioni per i reflui fognari non trattati e per le sostanze petrolifere e chimiche disperse». Il vademecum dell’Ausl della Romagna.

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acque stagnanti inquinate
Le idrovore in funzione per prosciugare ampi distese allagate nel Ravennate.

Nelle zone colpite dall’alluvione del Ravennate dove ancora l’acqua non è defluita non c’è nessun allarme sanitario, almeno non ancora, anche se il rischio è forte, specie per le acque stagnanti inquinate. L’Asl Romagna ha diramato le necessarie raccomandazioni generali di comportamento su tutta la provincia.

Le acque alluvionali possono essere contaminate da reflui provenienti da sistemi fognari o da sostanze chimichee da rifiuti agricoli o industriali con possibili impatti sulla salute. Per i cittadini e per coloro che stanno operando sul territorio l’Ausl della Romagna ha predisposto un vademecum (il documento all’indirizzo https://bit.ly/alluvione-norma-sanitarie) nel quale sono riferite le indicazioni e le norme di comportamento sanitarie. Il documento tratta i pericoli potenziali e le norme di comportamento, oltre ai consigli per la pulizia e la disinfezione.

Per il presidente della Sima (Società italiana medici per l’ambiente), Alessandro Miani «un’alluvione causa effetti diretti come morte per annegamento, infarto, ipotermia, lesioni elettriche e ferite, ma questi sono solo gli effetti diretti e immediatamente visibili dell’emergenza. Gli effetti indiretti sono invece monitorabili solo nel lungo periodo. Basti pensare che lo straripamento delle acque reflue causate dalle inondazioni aumenta il rischio di infezioni specie negli anziani e nei bambini, che possono essere causate da «norovirus, epatite A, rotavirus, infezioni causate da parassiti Cryptosporidium e Giardia, infezioni batteriche dovute a Campylobacter, Escherichia coli, Salmonella, eccetera».

Per Miani in presenza di acque stagnanti inquinate «cresce in modo esponenziale il rischio di malattie gastrointestinali, dermatiti, congiuntiviti. Ma sono possibili anche veri e propri avvelenamenti, ad esempio in caso di rottura di condotti sotterranei, straripamento di scorie tossiche, o rilascio di sostanze chimiche conservate nel terreno».

Effetto indiretto è la diffusione abnorme degli insetti: per Miani «l’acqua stagnante nelle case e lungo le strade provoca una massiccia presenza di zanzare che incrementa il rischio di trasmissione all’uomo di malattieportate da tali insetti».

Ma il problema potrebbe rapidamente espandersi anche sulle località di foce a mare di fiumi, torrenti e fossiche scaricano le acque inquinate, con possibili pesanti effetti sulla balneabilità delle località marine in procintodi aprire la stagione, specie se, oltre agli inquinanti di origine batterica da scarichi fognari non depurati, ci fossero anche residui petroliferi e chimici. Di qui la necessità di rafforzare i controlli preventivi anche al fine di evitare la diffusione delle contaminazioni.

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