Il mese di giugno per molti è il mese delle dichiarazioni dei redditi anche in Alto Adige: chi riempie le casse dell’Autonomia speciale che trattiene il 90% del gettito? Nel 2025, esattamente 442.035 persone residenti in Provincia avevano dichiarato al fisco redditi complessivi pari a 13,2 miliardi di euro. E con 29.850 euro di reddito medio dichiarato la Provincia di Bolzano si colloca in seconda posizione delle regioni italiane, preceduta solo dalla Lombardia, a fronte di un reddito medio dichiarato a livello nazionale di 25.820 euro.
«Guardando la mappa dell’Alto Adige, ciò che più salta all’occhio sono le notevoli differenze tra i comuni e tra le comunità comprensoriali, dalle quali si evince anche in quale misura i territori contribuiscono all’erario», osserva direttore dell’Istituto Promozione Lavoratori, Stefan Perini.
I cinque comuni con i redditi complessivi medi più elevati dell’Alto Adige sono Selva di Val Gardena (35.666 euro), Falzes (34.864 euro), Brunico (34.157 euro), Varna (33.856 euro) e Appiano s.s.d. vino (33.798 euro). Il capoluogo Bolzano (31.855 euro), arretra da diversi anni e si piazza ora in XVIII posizione. In coda alla classifica si trovano una serie di comuni della Val Venosta: Lasa (16.999 euro), Tubre (19.076 euro), Castelbello-Ciardes (19.736 euro), Laces (20.159 euro) e Martello (20.580 euro).
«Tali divari nella distribuzione della ricchezza sono ascrivibili ad un combinato tra diversa struttura economico-occupazionale dei singoli territori, il trattamento fiscale diverso dell’agricoltura nonché al fenomeno dei lavoratori transfrontalieri» spiegano gli autori dello studio IPL, Michael Paler e Fabian Hofer.
I contribuenti che in media pagano più imposte nette risiedono nei comuni di Selva di Val Gardena (9.068 euro), Falzes (8.492 euro), Appiano s.s.d. vino (8.422 euro), Brunico (7.535 euro), Varna (8.280 euro) e Bressanone (8.248 euro). In fondo alla classifica, invece, i contribuenti residenti nei comuni di Martello (4.025 euro), Tubre (4.180 euro), Anterivo (4.377 euro) e Moso in Passiria (4.448 euro).
Analizzando il gettito fiscale generato nelle varie comunità comprensoriali, si osserva che la città di Bolzano, con il 19,0% solo seconda per numero di contribuenti dopo il Burgraviato (19,8%), conta per più di un quinto (il 21,1%) in termini di gettito fiscale da IRPEF prelevato in provincia. Seguono poi il Burgraviato (18,5%) e la Val Pusteria (16,4%). I territori che contribuiscono meno alle casse dell’Autonomia speciale (e statali) sono indubbiamente la Val Venosta (5,1%) e l’Alta Valle Isarco (3,7%), essendo di tutti i comprensori anche quelli con il minor numero di contribuenti.
Come accennato, l’IPL effettua analisi basate sui dati pubblicati dal MEF e relative alle dichiarazioni dei redditi da esattamente 10 anni. Questo permette per la prima volta un confronto tra i redditi medi per contribuente e comune nel decennio. In particolare, è interessante capire quali siano i comuni che nel ranking hanno guadagnato posizioni e quali ne hanno perso. Tra i comuni che hanno guadagnato posizioni in termini di reddito medio per contribuente emergono Marebbe (+44 posizioni, dalla posizione 66 a 22), Sesto (+40, da 69 a 29), Naz-Sciaves (+26, da 84 a 58), Castelrotto (+24, da 43 a 19) e Lauregno (+24, da 110 a 86). Tra coloro che scendono in graduatoria si segnalano Braies (-40 posizioni, da 15 a 55), Villa- bassa (-33, da 44 a 77), Senales (-28, da 77 a 105), Dobbiaco (-25, da 41 a 66), Glorenza (-23, da 85 a 108) e Merano (-23, da 10 a 33).
Per il presidente di IPL, Stefano Mellarini, «l’Alto Adige si conferma tra i territori con i redditi più elevati d’Italia, ma permangono differenze significative tra aree e categorie di contribuenti. È quindi necessario promuovere una maggiore equità fiscale, affinché il carico tributario sia distribuito in modo più equilibrato e tutti contribuiscano secondo le proprie capacità».
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