Le Cciaa di Trento e di Bolzano scendono in campo contro la proposta lanciata dai governatori di Alto Adige e Tirolo per contingentare il traffico merci su strada dopo che l’avvocato generale della Corte di giustizia dell’Unione europea ha reso pubblico il parere relativo alla disputa tra Italia e Austria sui transiti stradali lungo l’asse del Brennero, esprimendosi a favore della posizione italiana. Ciò significa che, una volta emessa la sentenza definitiva della Corte di giustizia, i divieti di transito notturno per i mezzi pesanti, il divieto settoriale e quello invernale imposti unilateralmente dal Tirolo potrebbero essere aboliti entro la fine 2026.
Ora si discute su una possibile introduzione di un sistema a slot sull’asse del Brennero. Le Camere di commercio di Trento e Bolzano si oppongono con fermezza a un sistema di questo tipo. Le Cciaa di Trento e Bolzano accolgono con favore le conclusioni dell’avvocato generale della Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE), Manuel Campos Sánchez-Bordona, secondo cui il divieto di circolazione notturna dei mezzi pesanti in Tirolo, i divieti di transito nei sabati invernali e il divieto settoriale relativo ad alcune merci trasportabili su rotaia dovrebbero essere aboliti, in quanto limitano la libera circolazione delle merci.
In alternativa ai divieti di circolazione si ipotizza l’introduzione di un sistema a slot orario dei passaggi dei Tir. Una soluzione di questo tipo, tra Rosenheim e Trento, risulterebbe tuttavia difficilmente realizzabile nella pratica e comporterebbe gravi ripercussioni economiche per le imprese, oltre a notevoli limitazioni per il trasporto di persone e merci.
«Un sistema di prenotazione limiterebbe notevolmente la flessibilità del traffico pesante sull’autostrada del Brennero e comporterebbe un notevole aumento degli oneri burocratici e dei costi. Inoltre, una distribuzione equa degli slot non è di fatto possibile», sottolineano Andrea De Zordo e Michl Ebner, rispettivamente presidente dell’Ente di Trento e di Bolzano.
È giuridicamente e praticamente impossibile elaborare criteri equi che determinino chi ottiene uno slot e chi no. La conseguenza sarebbe uno svantaggio per molte aziende, in particolare quelle più piccole che non dispongono delle risorse umane necessarie per assicurarsi tempestivamente l’accesso al sistema di prenotazione.
L’introduzione di un sistema a slot presenta ancora numerose incognite. Secondo le Camere di commercio di Trento e Bolzano, le aziende più grandi e strutturate, grazie alle maggiori risorse a disposizione, avrebbero un netto vantaggio nell’ottenere gli slot. Esiste inoltre il rischio che questi vengano prenotati con l’unico scopo di essere successivamente rivenduti, creando così un mercato nero che non deve essere sottovalutato.
Inoltre, sulle lunghe tratte i ritardi possono essere considerati normali. Sono numerosi i fattori che potrebbero incidere su un tempo di percorrenza maggiorato. Non sarebbe né equo né logico penalizzare un operatore del trasporto per un ritardo causato da circostanze di forza maggiore. Un altro elemento da considerare è il fenomeno dei “ritardi generalizzati”: se un autocarro subisce un ritardo a causa di un ingorgo, è plausibile che molti altri autocarri si trovino contemporaneamente nella stessa situazione.
«Nel trasporto merci con autocarri, i ritardi sono inevitabili. Qualora un camion perdesse lo slot assegnato a causa di un ritardo, si porrebbe il problema di dove farlo sostare fino a quando sarà disponibile lo slot successivo. Una situazione simile potrebbe generare forti congestioni del traffico» hanno affermato Alberto Olivo e Alfred Aberer, rispettivamente segretario generale della Camera di Commercio di Trento e di Bolzano.
A causa della mancanza di tracciati e capacità di carico, nonché di numerose difficoltà tecniche e giuridiche, il trasferimento del traffico dalla strada alla ferrovia attraverso il Brennero è attualmente possibile solo in misura limitata. A questo proposito è indispensabile migliorare le condizioni quadro, in particolare in vista dell’apertura della Galleria di Base del Brennero prevista per il 2032.
Tutti i vincoli connessi al traffico merci sull’asse del Brennero sono sempre stati giustificati dal Tirolo per la tutela ambientale. Se è così, si abbia il coraggio politico di imporre lungo tutto l’asse l’impiego esclusivo di gasolio rinnovabile HVO o di GNL visto che già oggi sull’asse transitano quasi esclusivamente mezzi a standard Euro 5 e Euro 6, le cui emissioni, specie se alimentati con i carburanti rinnovabili, sono decisamente contenute, così come l’inquinamento acustico. Tutto il resto rischia di essere solo fuffa demagogica da parte di una politica incapace di gestire la problematica.
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