Euregio Tirolese: celebrati i 15 anni di vita ad Alpbach

Günther Platter, Luis Durnwalder e Lorenzo Dellai il 14 giugno 2011, a Castel Thun in Trentino, firmarono gli accordi costitutivi dell'Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino.

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euregio tirolese
La firma della costituzione dell'Euroegio Tirolese: da sx Luis Durnwalder, Lorenzo Dellai e Gunther Platter.

Unire le forze, ravvivare l’identità comune come piccola Europa dentro l’Europa e creare valore aggiunto per la popolazione collaborando nell’Euregio Tirolese: questi erano gli obiettivi che Günther Platter (Tirolo), Luis Durnwalder (Alto Adige) e Lorenzo Dellai (Trentino) avevano in mente quando, il 14 giugno 2011, a Castel Thun in Trentino, firmarono gli accordi costitutivi dell’Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino.

Quindici anni dopo, in occasione dell’apertura degli Euregio-Days 2026 presso lo European Forum ad Alpbach (Tirolo), i due presidenti di Provincia e il capitano del Tirolo di allora hanno ripercorso la storia dell’Euregio fino ad oggi.

Durante la tavola rotonda dell’Accademia dell’Euregio, il bilancio tracciato dai padri fondatori dell’Euregio Tirolese è risultato ampiamente positivo: l’Euregio è diventata più visibile, creando offerte concrete, ha ottenuto successi politici a Roma, Vienna e Bruxelles e, grazie alla sua riforma dopo circa 10 anni, è diventata più democratica. “

«Si può sempre migliorare. L’Euregio oggi non è perfetta. Ma è sulla buona strada», ha sintetizzato l’ex presidente altoatesino Durnwalder. Il suo omologo tirolese Platter ha aggiunto che «l’Euregio ha vissuto momenti intensi prima e dopo la sua fondazione. Ma soprattutto, nei periodi di crisi abbiamo cercato il dialogo, vissuto la solidarietà e dimostrato forza. Così, durante l’ondata di rifugiati del 2016 o nel periodo del Covid, ci siamo aiutati a vicenda e abbiamo spesso impedito la chiusura del confine al Brennero, contrastando le tensioni nazionalistiche».

L’ex presidente della Provincia di Trento Dellai ha fatto riferimento a un «fondamentale senso di appartenenza: la nostra identità non si basa solo sulla storia comune, abbiamo sempre voluto guardare avanti e avvalerci dell’integrazione europea per affrontare insieme le nostre sfide nel cuore delle Alpi. Per questo è tempo di andare oltre il GECT e di sperimentare una vera Regione Europea».

Già la fondazione non è stata un’impresa scontata, ha fatto notare Durnwalder: «le tensioni tra Italia e Austria sulla questione altoatesina hanno frenato lo sviluppo della cooperazione transfrontaliera. Ciononostante, abbiamo trovato il modo di collaborare su base volontaria. Se c’è volontà politica, si trova una soluzione».

Sotto la presidenza austriaca del Consiglio dell’UE si è registrata una svolta: nel 2006 l’UE ha istituito il “Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale” (GECT). In quanto dotato di personalità giuridica propria, un GECT può operare in modo vincolante oltre i confini nazionali. «Nel 2009, anno commemorativo di Andreas Hofer, abbiamo colto questa opportunità e il Dreierlandtag ha deliberato la sua costituzione», ha riferito Platter.

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