Sciopero della sanità trentina, partecipazione da record tra medici, infermieri, tecnici e amministrativi

A fare scattare la protesta, oltre ai problemi organizzativi e alla carenza di personale, i problemi ormai cronici con la cartella digitale del paziente che blocca l’operatività.

34
Sciopero della sanità

Grande partecipazione del personale sanitario tutto (dai medici agli infermieri e agli amministrativi) allo sciopero della sanità in Trentino del 1° settembre, scattato per reazione ai continui problemi irrisolti da un vertice gestionale dell’Azienda sanitaria integrata universitaria del Trentino (Asuit) ormai palesemente inadeguato alla gestione critica della sanità trentina, afflitta da carenze di personale per pensionamento e per sempre più frequenti abbandoni, disorganizzazioni interne e disservizi intollerabili del sistema informatico che blocca o rallenta fortemente l’operatività della gestione dei pazienti, pure quelli in regime di emergenza.

Tutto il personale dell’Asuit è concorde sulla necessità di cambiamenti, a partire dal vertice gestionale difeso a spada tratta ormai dal solo presidente del Trentino, Maurizio Fugatti, mentre l’assessore alla sanità, Mario Tonina, si sarebbe ben volentieri liberato già da tempo della presenza del direttore generale Antonio Ferro. A pesare sui disservizi il continuo ricorso ai gettonisti, le liste di attesa lunghe anche oltre i 12 mesi per le prestazioni non urgenti, al rapporto tra sanità pubblica e convenzionata, con quest’ultima in continua crescita per colmare i buchi del servizio pubblico.

Per il presidente dell’Ordine dei medici, Giovanni de Pretis, «la situazione è continuamente peggiorata, fino a diventare intollerabile», tanto che la sanità trentina da eccellenza che era, complice anche un volume di spesa e di investimenti superiore a quella di altre regioni complice l’Autonomia speciale e le maggiori disponibilità economiche, è rapidamente calata fino sprofondare agli ultimi posti nelle classifiche annuali dell’Agenas, specie per i tempi di attesa delle visite specialistiche, tamponati solo con il ricorso al privato convenzionato e alle prestazioneintramoenia” dei medici pagate extra dalla stessa Provincia.

A pesare anche la cattiva programmazione di eventi gestibili, come il pensionamento del personale, a partire da quello medico, con tante posizioni ospedaliere e, soprattutto, dei medici di famiglia rimaste scoperte, con il risultato che tanti cittadini oggi hanno difficoltà a trovare un professionista che li segua, aspetto che vale anche per i pediatri.

Ad aggravare la situazione si è poi messo il nuovo sistema informatico sviluppato con i fondi Pnrr che non si è rilevato all’altezza della situazione, con continui blocchi operativi che inficiano la qualità del lavoro del personale con allungamenti ingiustificati delle procedure di gestione dei pazienti che l’Asuit non riesce a risolvere.

Di fronte all’ingente volume di risorse pubbliche assorbite dalla sanità trentina è necessario un rapido cambio di passo, con la politica che prenda coraggiosamente le proprie responsabilità, imponendo un cambio dei vertici ormai non più procrastinabile affidando ad un dirigente più capace che prono alla politica la gestione del comparto, oltre ad accelerare sull’attivazione della scuola di specializzazione post laurea per potere arrivare alla “produzione” dei medici necessari ai vari reparti della sanità trentina, superando l’errore di fondo della giunta Fugatti di avere voluto fortissimamente la costituzione dell’ennesima facoltà di medicina italiana in seno all’ateneo trentino invece che puntare subito alla specializzazione, visto che di medici laureati l’Italia è ricca, ma è carente di borse per l’accesso alle varie specializzazioni che sono indispensabili per potere operare nella sanità pubblica. E il rischio di questa mancata di programmazione e di “visione” è di dovere attendere ancora molti anni per avere medici completamente formati e specializzati, con i conseguenti problemi di copertura dei carichi di lavoro e l’insoddisfazione dei cittadini destinata a non calare.

Per rimanere sempre aggiornati con le ultime notizie de “Il NordEst Quotidiano”, iscrivetevi al canale Telegram per non perdere i lanci e consultate i canali social della Testata. 

Telegram

https://t.me/ilnordest

Linkedin

https://www.linkedin.com/company/ilnordestquotidiano

Facebook

https://www.facebook.com/ilnordestquotidian

X

x.com/nestquotidiano

© Riproduzione Riservata