I presidenti delle sei regioni del centrosinistra hanno inviato una lettera congiunta al presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Massimiliano Fedriga, per chiedere la convocazione urgente dell’organismo per discutere azioni a difesa della sanità pubblica, perché in gioco è la «tenuta stessa del sistema», non garantita dallo stanziamento destinato al Fondo sanitario nazionale nella Manovra 2027 varata dal Cdm.
Al centro della richiesta dei presidenti Eugenio Giani (Toscana), Antonio Decaro (Puglia), Michele De Pascale (Emilia Romagna), Roberto Fico (Campania), Stefania Proietti (Umbria) e Alessandra Todde (Sardegna), vi sono le forti criticità legate alla legge finanziaria, dove i 2,4 miliardi di euro previsti dalla Manovra per la sanità, sottolineano i sei presidenti, rappresentano «meno della metà dei 6,8 miliardi che, come regioni, avevamo indicato come necessario adeguamento del Fondo».
Una criticità, quella del finanziamento insufficiente alla Sanità, condivisa, secondo quanto si apprende, dalla stessa Conferenza delle Regioni, che auspica una modifica della norma nel corso dell’iter parlamentare. Il cammino della legge di Bilancio, è la posizione della Conferenza, è appena iniziato e la richiesta, e auspicio, è che «ulteriori sforzi» per un aumento del Fondo sanitario possano essere fatti proprio nell‘iter parlamentare della legge.
L’invito della Conferenza è di cercare una «posizione comune» correggendo la Manovra 2027. L’alternativa, avverte De Pascale, è di «uno scontro fra regioni, tra Nord e Sud. In questo momento le regioni del Nord stanno garantendo servizi sanitari d’eccellenza a tutto il Paese e non possono venire indebolite». Il punto, evidenzia anche Massimo Fabi, assessore alle Politiche per la salute dell’Emilia Romagna, è che l’attuale stanziamento di 3,4 miliardi «non consente neanche il mantenimento di ciò che abbiamo, ovvero dei livelli essenziali di assistenza. Due miliardi sono necessari solo per il personale delle case di comunità».
Lo stesso ministro della Salute, Orazio Schillaci, puntualizza Fabi, «aveva chiesto 5,5 miliardi di incremento del Fondo, per poi accontentarsi di 2,5 miliardi, perché 1 miliardo era già previsto nella finanziaria 2026». Bocciata anche la misura del voucher di 300 euro per gli over-75: «li invita a cercare risposte nella sanità privata. Va fermato subito con un emendamento e lo stanziamento previsto di 1,6 miliardi va destinato agli ospedali pubblici», incalza Giani.
Una lettura diversa arriva dal presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, che rileva come per la sanità «ci sono richieste che sono geometricamente maggiori ogni anno. Bisogna, lo dico da tempo, avere il coraggio di rimpostare completamente il concetto di sanità».
Dall’opposizione, il Pd ribadisce la totale bocciatura affermando che la Manovra «affossa la sanità pubblica, mentre si fanno regali alla privata». Anche dalla Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo) arriva un giudizio negativo: «dalla Manovra, risposte ancora insufficienti – afferma il presidente Filippo Anelli -. Le regioni hanno chiesto 18 miliardi aggiuntivi per la sanità in 3 anni. Nel ’27 arrivano invece 3,4 miliardi che copriranno gli aumenti dei costi energetici, ma non consentiranno altri interventi: riduzione delle liste d’attesa, assunzioni e stipendi restano senza risposta». Positivo invece, secondo Anelli, l’intervento per gli anziani, che «potrebbe contribuire a rendere effettivo l’accesso alle prestazioni, soprattutto per chi ha maggiori difficoltà economiche».
Per rimanere sempre aggiornati con le ultime notizie de “Il NordEst Quotidiano”, iscrivetevi al canale Telegram per non perdere i lanci e consultate i canali social della Testata.
Telegram
https://www.linkedin.com/company/ilnordestquotidiano
https://www.facebook.com/ilnordestquotidian
X
© Riproduzione Riservata

































