Contro i ventilati tagli al bilancio

0
755

Franco BaritussioFVG: no al conferimento del fondo pro federalismo se rimarranno i tagli al bilancio regionale

La Regione Friuli Venezia Giulia scende in trincea in modo bipartisan contro i ventilati tagli al bilancio degli enti locali contenuti nel nuovo decreto di manovra finanziaria e lo fa minacciando di non devolvere il fondo di 370 milioni di euro contrattato con il Governo nazionale il 29 ottobre 2010. A scendere in capo due esponenti di spicco del panorama politico regionale, il vicepresidente del gruppo PDL in Consiglio regionale, Franco Baritussio, e il deputato del PD Ivano Strizzolo.

Un filo rosso-azzurro che sul tema economico lega maggioranza e minoranza in regione. Per Baritusso, “se la manovra non cambierà nei prossimi passaggi parlamentari, il presidente della regione Renzo Tondo farà bene a non versare i 370 milioni già previsti per il fondo sul federalismo fiscale”. Secondo l’esponente di maggioranza del PDL, “è indispensabile avere un quadro sicuro dell’assetto finanziario locale, visto che nei prossimi giorni si devono predisporre le basi della Finanziaria regionale del 2012 ed è dura fare quadrare i costi in presenza di altri 500 milioni di euro da tagliare”. Sul fronte delle minoranze, il deputato Strizzolo afferma come “i tagli imposti agli enti locali dalla manovra varata dal Governo siano molto pesanti e il presidente della Regione farebbe bene a rivedere lo stanziamento dei 370 milioni di euro promessi allo Stato”. Con l’accordo del 29 ottobre 2010, la regione Friuli Venezia Giulia si è obbligata a versare per sempre “nelle casse di Roma-ladrona 370 milioni delle proprie entrate” dichiara il deputato progressista ricorrendo ad un classico del linguaggio bossiano, che paventa l’instaurazione di “un federalismo alla rovescia rispetto ai tanti proclami fatti da Pdl e Lega Nord”. Per Strizzolo “è evidente che se non verrà al più presto modificato il vincolo al versamento annuo di 370 milioni di euro, per il Friuli Venezia Giulia si prospettano anni durissimi con nuovi tagli ai servizi essenziali”.