L’abito non fa il monaco

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L’abito non fa il monaco, l’auto blu, invece, fa l’assessore

“L’abito non fa il monaco, l’auto blu, invece, sì”. Lo dice a malincuore l’assessore al bilancio della Regione Veneto, il leghista Roberto Ciambetti, che per recarsi a una cerimonia commemorativa sul Monte Grappa ha cercato di rinunciare al privilegiato mezzo di trasporto, constatando però che “con l’auto blu vali di più” visto che l’assessore alla guida della sua automobile privata non è stato fatto passare dai vigilianti del posto di blocco. Delegato dal governatore Luca Zaia a rappresentare la regione Veneto ad una cerimonia commemorativa a Cima Grappa, l’assessore è partito da casa con la propria automobile, ma, nonostante la buona volontà, non è riuscito ad arrivare al Sacrario.

“A circa tre chilometri dalla vetta – spiega Ciambetti – ad un posto di blocco vengo invitato a far manovra e tornare sui miei passi, perché i parcheggi a monte erano esauriti e non c’era alternativa o possibilità alcuna”. Ciambetti cerca di far ragionare l’inflessibile tutore dell’ordine: “Cerco di spiegare che rappresento la Regione del Veneto, che sono atteso dalle autorità, anzi che io stesso sono un’autorità: nulla da fare cortesemente, quanto fermamente mi viene chiesto di non insistere perché di lì, per usare un’espressione molto diffusa in loco già nel 1918, non si passa”. In tutto questo contesto, emerge una nota positiva: “non posso che rallegrarmi – rileva l’assessore – che in un’Italia disordinata qualcuno faccia rispettare l’ordine senza sudditanza psicologica alcuna è pur sempre rinfrancante”. Sotto il naso dell’assessore, però, sfrecciano due auto – una dei vigili e l’altra dei carabinieri – che oltrepassano il blocco. “Sono auto di servizio, mi hanno spiegato – dichiara mestamente Ciambetti – come a dire che se avessi usato l’auto di servizio, con tanto di autista, non ci sarebbero stati problemi, le transenne si sarebbero aperte, un saluto alla visiera e via libera all’auto blu”. Anche questo accade nell’Italia dove si discute un giorno sì e l’altro pure di porre fine all’odioso simbolo del potere mal gestito da parte di amministratori pubblici di ogni risma.