Evasione fiscale e blitz della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle entrate: non solo al Nord

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Massimo Bitonci
Massimo Bitonci
Massimo BitonciBitonci: “la GdF conferma che esiste anche un’evasione fiscale di ‘sopravvivenza’”. Al Sud la maggiore evasione fiscale con Molise, Sardegna, Puglia, Campania, Sicilia e Calabria ben oltre il 50%

I blitz della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Entrate realizzati nel corso delle ultime settimane da Cortina d’Ampezzo a Portofino e a Milano evidenziano come l’evasione fiscale ci sia e sia anche piuttosto consistente, con il ripetersi di “fenomeni” di raddoppio o di triplicazione del fatturato da parte di quegli esercenti che hanno la “fortuna” di avere agenti delle Finanze o delle Entrate nel proprio esercizio per tutto l’orario di apertura rispetto alle altre giornate d’apertura. Evidentemente, la presenza della Guardia di Finanza o dell’Agenzia delle entrate porta bene ai fortunati esercenti, che dovrebbero essere i primi ad invocare il presidio fisso 365 giorni all’anno. Sarà. Intanto, oltre all’evasione tout court che nessuno nega, emerge anche l’evasione di necessità: lo afferma il deputato leghista e sindaco di Cittadella, Massimo Bitonci che in occasione di un’audizione nella Commissione anagrafe tributaria della Camera, ha sentito esponenti della Guardia di Finanza dichiarare ufficialmente “l’esistenza dell’evasione di ‘sopravvivenza’, dovuta alla crisi economica e prodotta da lavoratori autonomi, artigiani, piccole imprese”.

gdf guardia di finanza pattuglia 1

Bitonci ha sempre sostenuto l’esistenza di un’evasione di sussistenza, inevitabile per piccole imprese, artigiani e lavoratori autonomi in difficoltà, che vedono la propria situazione aggravata dalla stretta creditizia imposta dalle banche che non concedono più credito, sottolineando anche i danni prodotti da Equitalia che, con provvedimenti vessatori che portano in molti casi all’inevitabile chiusura dell’attività, gettano i piccoli imprenditori nella più cupa disperazione, talvolta culminanti in gesti estremi.
E che dire dell’evasione fiscale esistente al Sud, testimoniata anche dallo studio Il sacco del Nord dell’economista Luca Ricolfi, che ha calcolato come, a fronte di una media italiana di evasione del 26,4%, in ben sei regioni del Meridione (Molise, Sardegna, Puglia, Campania, Sicilia e Calabria) l’evasione fiscale sia ben oltre la soglia del 50%, con punte dell’85,3% in Calabria? L’Agenzia delle entrate è conscia della situazione e annuncia controlli a tappeto pure al Sud, con la “benedizione” pure del sindaco di Napoli, Luigi De Magistris (“mi auguro che la lotta all’evasione divenga strutturale ed organica e non sia solo uno spot”).
Intanto, un rimedio semplice per fare emergere l’evasione spicciola ci sarebbe, e pure facile come evidenzia lo stesso Bitonci: “la piccola evasione, come ha confermato l’audizione alla Camera delle Fiamme Gialle, può e deve essere sanata permettendo al cittadino di dedurre tutte le spese, mettendolo in condizioni di poter entrare in concorrenza con il popolo delle partite IVA, come si è già fatto per le ristrutturazioni e per l’efficienza energetica. In questo modo si avrà un’emersione della base imponibile, con l’immediato e tangibile risultato di avere meno finanzieri e ispettori dell’agenzia delle entrate impegnati nel territorio per controlli che a volte risultano quantitativamente poco rilevanti, e che possono solo aumentare la pressione sulle attività di piccole aziende già molto in difficoltà”. Un provvedimento troppo difficile da attuare subito, magari con un decreto legge, per i tecnici del Governo Monti per permettere ai contribuenti a reddito fisso di poter dedurre le loro spese, recuperando pure qualche soldino in più dal pagare meno tasse?