Presentata a Udine la neo costituita associazione “Amideria Chiozza”

0
1063
Amideria chiozza associazione da sx Pierpaolo Gratton Damiano Ghini Raffaele Caltabiano e Palmina Mian foto Gasperi 1
Amideria chiozza associazione da sx Pierpaolo Gratton Damiano Ghini Raffaele Caltabiano e Palmina Mian foto Gasperi 1Obiettivo il recupero dell’insediamento industriale e il lancio di nuovi progetti di recupero territoriale

La dismessa “Amideria Chiozza” costruita nel 1865 dall’imprenditore-innovatore Luigi Chiozza in località La Fredda nel Comune di Ruda (Ud) non è oggi solo un contenitore affascinante nel verde della Bassa Friulana, ma è un’eredità industriale ricca di testimonianze. E’ testimonianza infatti di oltre 100 anni di cultura imprenditoriale, di ricerca scientifica applicata, di valore umano del lavoro in tutte le sue componenti.

Per salvare un patrimonio archeologico-industriale di così inestimabile valore, per pubblicizzare archivi e documenti sulla storia dell’industrializzazione della bassa friulana dalla fine dell’Ottocento agli anni Ottanta del secolo scorso, per valorizzare un sito ancora oggi in grado di intercettare le esigenze turistico-culturali di ampie zone delle province di Gorizia e Udine è stata appena costituita l’associazione “Amideria Chiozza” di Ruda con presidente Raffaele Caltabiano e vice-presidente Patrizia Guerra.

Amideria Chiozza 1Il sodalizio si è presentato ufficialmente a Udine a palazzo Torriani, sede di Confindustria Udine, nel corso di un incontro, intitolato ‘Industrial Heritage’ cui hanno partecipato, oltre al presidente Caltabiano, anche il delegato alla Cultura di Confindustria Udine Damiano Ghini e il sindaco di Ruda, Palmina Mian. «Siamo un’associazione aperta – ha spiegato Caltabiano – al contributo di quanti siano interessati ad un lavoro di recupero delle proprie radici, ma anche al rilancio di un sito straordinario dal punto di vista industriale e archeologico. La storica amideria Chiozza di Perteole di Ruda, che produceva amido dal riso, è dismessa dagli anni Ottanta del secolo scorso quando una grave crisi ne decretò la chiusura. Da allora sono state percorse tante vie, sono state battute tante strade nel tentativo di rilanciare il sito che per dimensioni e volumetrie richiede sforzi straordinari: dell’Unione europea, dello Stato, della Regione, degli enti locali interessati e dei privati che potrebbero essere coinvolti. La neo costituita associazione si prefigge questo scopo con una serie di iniziative che si dipaneranno lungo tutto l’anno. Vogliamo coinvolgere un numero di soci il più ampio possibile – ha aggiunto il presidente – anche perché il compito che ci spetta è dei più difficili. L’amideria custodisce non solo macchinari di fine Ottocento di straordinaria importanza dal punto di vista culturale e della storia della industrializzazione della MittelEuropa, ma può diventare un sito di interesse turistico e storico di grande importanza. In questo senso più forze si uniscono e meglio è».

Per Damiano Ghini «le costruzioni che compongono l’insediamento industriale, le macchine dell’inizio 900, i prodotti e la documentazione, anche fotografica, di oltre 100 anni di attività costituiscono un patrimonio della cultura che non può diventare solo un ‘un reperto archeologico’, ma deve ridiventare ‘sorgente di lavoro e di ricchezza’».

Al momento, l’associazione, grazie all’interessamento del sindaco Palmina Mian, ha una sede provvisoria nel Municipio di Ruda ed ha già cominciato a produrre idee e cose da fare. ‘Un primo obiettivo sarà quello di perfezionare e completare l’archiviazione di tutti i documenti dal 1927 al 1976 salvati dalla procedura fallimentare. Una vera e propria miniera per ricercatori dell’Università di Udine e Trieste, di altri istituti di ricerca, imprese ed enti dediti alla storia dell’industrializzazione italiana’. «Considerando che tutta l’area – fabbricato, macchine e archivio – è di proprietà del Comune di Ruda – ha detto il sindaco Palmina Mian – la nostra amministrazione è pronta a recepire proposte che vedano coinvolti assieme il pubblico e il privato».

La neocostituita associazione sarà presentata anche a Trieste e Gorizia.