Vitigni sostenibili, la Fondazione Mach presenta quattro nuovi cloni

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Incontro presentazione 4 MICROVINIFICAZIONI fem FotoMAGRONE UFFSTAMPAPAT 1Presentate le prime micro vinificazioni. Ora tocca agli agricoltori valutarne l’adozione

La viticoltura sostenibile, ovvero l’impiego in campagna di viti che richiedono meno trattamenti in quanto protetti dagli attacchi di botrite grazie a particolari incroci, compie nuovi passi in avanti grazie ai quattro cloni presentati dalla Fondazione Mach di San Michele All’Adige che ha approntato anche le prime micro vinificazioni per valutarne la portata.

«Vogliamo continuare a sviluppare varietà altamente qualificate, resistenti ed ecologicamente compatibili. Quello che presentiamo è stato un percorso lungo, ma i primi risultati sono arrivati. Il prossimo passo saranno i vitigni resistenti, se non immuni alle malattie» ha detto il presidente della Fondazione Edmund Mach, Francesco Salamini, intervenuto alla presentazione dei vini prodotti con i primi quattro vitigni selezionati tramite l’attività di miglioramento genetico tradizionale: Iasma Eco 1, Iasma Eco 2, Iasma Eco 3 , Iasma Eco 4, che risultano tolleranti alla botrite. All’incontro di degustazione, accanto a Salamini hanno partecipato anche l’assessore alla ricerca della provincia di Trento, Sara Ferrari, il direttore generale della Fondazione, Mauro Fezzi, il dirigente del Centro Ricerca e Innovazione, Roberto Viola, il presidente del Consorzio Innovazione Vite, Enrico Giovannini, il coordinatore della piattaforma miglioramento genetico della vite, Marco Stefanini.  

Il direttore generale, Mauro Fezzi, ha evidenziato il lavoro di confronto realizzato col mondo produttivo, ricordando l’approfondimento tecnico programmato per l’autunno. Marco Stefanini, coordinatore della piattaforma miglioramento genetico della vite, ha illustrato le caratteristiche dei vitigni e dei vini prodotti dalla cantina di micro vinificazione: “Le varietà, che risultano tolleranti alla botrite, sono le prime che succedono a quelle create negli anni Venti da Rebo Rigotti e saranno presto messe a disposizione del mondo viticolo aprendo di fatto la strada ad una viticoltura più sostenibile”.

Enrico Giovannini, presidente del Consorzio Innovazione Vite creato dalla Associazione AVIT e da FEM che avrà il compito di promuovere e divulgare le quattro varietà, ha spiegato che il Trentino è la seconda realtà italiana per produzione di barbatelle: «è importante per noi uscire dai confini provinciali con materiali nuovi e sani per essere competitivi sul mercato».