A tre mesi dall’apertura, anche il Trentino apre un proprio stand ad Expo 2015

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Expo 2015 stand trentino emilia romagna
Presenza minimalista, sovrastata dalla presenza dell’Emilia Romagna. Nel confronto con il dirimpettaio Alto Adige, il Trentino perde netto 2 a 0

 

Expo 2015 stand trentino emilia romagnaCon un «benvenuti in Trentino, una terra meravigliosa che oggi presenta il meglio di se, del suo territorio e del suo ambiente» profferito tra qualche problema di audio saltellante complice un microfono dispettoso, il presidente della provincia di Trento Ugo Rossi ha dato il via libera all’avventura del Trentino negli ultimi tre mesi di apertura di Expo 2015.

La “piazzetta Trentino” (come è stata battezzata dalla comunicazione ufficiale) è uno spazio ridotto posto sul Cardo Nord nei pressi di Palazzo Italia e a poca distanza dall’attrazione spettacolare di Expo con l’Albero della vita, dirimpettaio dei “cugini” altoatesini. Il taglio del nastro è avvenuto alla presenza degli assessori Tiziano Mellarini e Michele Dallapiccola e del Commissario unico per l’Expo, Giuseppe Sala che ha fatto gli onori di casa alla nutrita delegazione trentina, arricchita dalla presenza dei vertici delle aziende che nei tre mesi di apertura si succederanno periodicamente nella presentazione dei prodotti “Made in Trentino”.

Expo 2015 commissario sala dallapiccola rossi mellariniLo stand è all’insegna del minimalismo spinto, tanto che al visitatore è richiesto un bello sforzo di fantasia per immaginarsi quel Trentino da cartolina che inculcato nelle menti di ciascuno dalla comunicazione martellante della promozione turistica locale. Tre steli stilizzate di pietra dolomia ricostruita alte fino a sette metri ad indicare le Torri del Vajolet delle Dolomiti, patrimonio dell’Umanità Unesco, incardinate su un  piano costituito da monitor dove si riproduce lo sciabordio dell’acqua con un fondale in legno di larice e poc’altro, con la scritta istituzionale “Trentino” posta su in alto fuori il colpo d’occhio, sicuramente sovrastata dall’ampia presenza dello stand attiguo dell’Emilia Romagna che non ha lesinato sui metri quadri della sua insegna istituzionale. Tanta pietra e sobrietà a contrasto con il profuso impiego del legno (spettacolari i sei tronchi alti fino a 23 metri che sorreggono una scala e delle piazzole panoramiche che svettano fin sopra i tetti di Expo regalando un panorama unico) dello stand dell’Alto Adige, operativo fin dall’apertura di Expo lo scorso 1 maggio.

L’inaugurazione è avvenuta in puro stile trentin-tirolese, con la banda ladina “Musega de Poza” giunta appositamente bardata con i costumi d’ordinanza ad accompagnare il rito, concluso dall’applaudito swing del quartetto “Sax four fan”. 

Per la sua presenza complessiva in Expo (tra la “Settimana” e la “Piazzetta”), la provincia di Trento ha investito direttamente circa 1,6 milioni di euro. Da questa cifra vanno scalati gli incassi dagli 11 sponsor trentini (200.000 euro) e i contributi erogati dal Cipe con fondi nazionali (600.000 euro). 

Tornando al confronto con i dirimpettai altoatesini che nel loro riuscito stand hanno allestito anche un ricchissimo spazio per le degustazioni dei prodotti “Made in Sudtirolo”, diventato nei primi tre mesi di apertura un punto di riferimento per pasti, spuntini e aperitivi di qualità (sfruttato anche da tanti trentini giunti a Milano per l’inaugurazione) tanto da diventare un notevole volano economico per il conto economico dello spazio espositivo («l’attività del ristorante sta andando oltre le più rosee previsioni – conferma il responsabile dello stand altoatesino Manfred Scheigkofler – e non escludo che alla fine gli introiti generati possano coprire le spese sostenute per essere presenti ad Expo»), emerge il differente approccio comunicativo e di allestimento, puntato al contatto con l’ambiente e con il territorio. Ancora una volta, dal confronto con i cugini altoatesini il Trentino esce battuto 2 a 0.Expo 2015 stand alto adige