Ospedale Policlinico Sant’Orsola: l’85% di fratture femori operate in 24 ore

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In tre anni le prestazioni del centro ortopedico cresciute oltre il 30%

 

ortopedia paziente medico visitaIn tre anni la percentuale degli interventi eseguiti dall’Ortopedia del Policlinico di Sant’Orsola a Bologna per frattura del collo femorale nelle 48 ore dall’evento sono passati dal 51% dei casi all’85,4%. Un risultato che arriva grazie alla messa in campo di un team multiprofessionale, che oltre a ortopedici coinvolge anestesisti, geriatri e riabilitatori. 

Un risultato importante, visto che la tempestività migliora prognosi e riduce complicanze. Il dato arriva dal convegno “A tutto anca”, che ha coinvolto anche professionisti degli Istituti Ortopedici Rizzoli, altra eccellenza ortopedica bolognese. «Nel mondo occidentale – spiega Massimo Laus, direttore dell’Unità operativa di Ortopedia del Sant’Orsola – assistiamo a una vera e propria “epidemia” di fratture del collo femorale e di patologie dell’anca, sulle quali oggi, come “scuola bolognese”, abbiamo voluto fare il punto». 

Soltanto al Sant’Orsola gli interventi per frattura del collo femorale sono stati 4.190 negli ultimi dieci anni, con un incremento di 100 casi all’anno. A questi si sommano 2.391 protesi d’anca primaria per chirurgia ricostruttiva dovute ad artrosi o artrite reumatoide, con circa 40 casi all’anno di nuovi interventi per usura della protesi, nonostante una “sopravvivenza” delle protesi sempre più elevata, che dopo 13 anni dall’intervento raggiunge ormai il 92%. 

In questi ultimi anni la degenza media è diminuita, passando da 12 a 8 giorni, comprensivi di riabilitazione. Infine, negli ultimi dieci anni non si è verificato neanche un caso d’infezione con necessità di rimuovere l’impianto.