La veneta Federica Pellegrini portabandiera della nazionale italiana alle Olimpiadi di Rio

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federica pellegrini bacia medaglia oro
Felicità della nuotatrice veneziana. La soddisfazione di Zaia

 

federica pellegrini bacia medaglia oroE’ ufficiale, Federica Pellegrini sarà la portabandiera dell’Italia ai prossimi Giochi olimpici di Rio. Lo ha comunicato il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ai membri della Giunta riuniti nel suo ufficio.

E l’atleta veneziana ha subito risposto all’appello: «essere stata scelta come portabandiera azzurra ai Giochi olimpia di Rio è il coronamento di anni e anni di carriera fatti di grandi sconfitte e grandissime vittorie, momenti dove mi sono persa e momenti dove mi sono ritrovata o altri…dove ho perso qualcuno di importante». 

L’annuncio è salutato con soddisfazione dal governatore del Veneto, Luca Zaia: «le Olimpiadi sono un’emozione unica per chiunque ami lo sport. Per il Veneto e i Veneti l’emozione sarà doppia. Ce la darà subito, il primo giorno, Federica Pellegrini, la portabandiera con il sorriso gioioso e il carattere d’acciaio, partita dal Veneto per conquistare l’olimpo del nuoto. Il Veneto – aggiunge il Governatore rivolgendosi a Federica – ti seguirà con orgoglio durante quel meritatissimo giro di pista che è il sogno di tutti gli atleti e poi con tutto il tifo ed il calore di cui i Veneti sono capaci quando arriverà il momento di aggredire la vasca della piscina».

“Furba e perspicace, oltre che brava” dicono tra l’altro di lei. Ori, record, amori e gossip racchiusi in una campionessa sempre da prima pagina: Federica Pellegrini, la regina della piscina, la campionessa che ammette «un po’ antipatica e musona lo sono sempre stata e lo sarò per tutta la mia vita, non ho molti filtri e sono molto diretta». Lei una colonna dello sport italiano, giovanissima sul podio olimpico, poi una carriera fatta di sudore, medaglie, addii e ritorni. Ma sempre da numero uno. 

Nata a Mirano (Venezia) il 5 agosto del 1988, stesso giorno in cui sfilerà al Maracanà di Rio con il tricolore in testa alla delegazione azzurra, Federica Pellegrini è un talento precoce: il suo primo acuto da big alle Olimpiadi di Atene 2004, dove conquista la sua prima medaglia olimpica nei 200 sl, a 16 anni e 12 giorni è la più giovane atleta italiana a salire su un podio olimpico individuale. Una vita in vasca, intorno gli allenatori che passano, come gli amori, gli sponsor, con la famiglia invece a fare sempre da punto fermo (con loro ha aperto un american bar a Spinea, il ‘Tacco 11’). Filo conduttore i trionfi: come Atene 2004, poi l’oro a Pechino 2008, i due titoli iridati a Roma 2009 (“nella piscina più bella del mondo”) e Shanghai 2011, ancora oggi detentrice del record del mondo dei 200 stile libero (1’52”98). La sua gara. In totale due medaglie olimpiche, nove mondiali (quattro d’oro), undici europee. Storia di una campionessa e delle tante persone che hanno accompagnato questo cammino fatto di trionfi e cadute, paure e lacrime. 

Elena Piatto il suo primo tecnico, poi Massimiliano Di Mito, per arrivare ad Alberto Castagnetti, scomparso nel 2009, a cui anche ora va il grazie di Federica. Travagliato il periodo successivo, dove l’azzurra scelse di affidarsi prima a Stefano Morini, storico vice di Castagnetti, e poi al francese Philippe Lucas, ex tecnico della rivale Laure Manaudou. A Shanghai 2011 si consuma anche l’addio al fidanzato Luca Marin, le lacrime, le liti, il triangolo e il nuovo amore con il collega Filippo Magnini. Per la coppia più glamour della piscina è subito boom di notorietà. Copertine, passerelle, contratti: già perché la Pellegrini è anche un volto che fa gola alla pubblicità. Per lei arrivano spot e marchi a cui fare da testimonial. E naturalmente soldi. Ma la storia sportiva doveva riservarle ancora qualche delusione: la più grande, ammette lei stessa, quella di Londra 2012. Un flop, fuori dal podio sia nei 200 che nei 400 stile: anche qui un nuovo passaggio di stato, un’altra virata, con a bordo vasca un altro tecnico, Claudio Rossetto, quello che già allenava Magnini. Poi l’ennesimo cambio di fronte e il ritorno di Lucas in tandem con Matteo Giunta, cugino e allenatore di Magnini, rimasto al fianco della campionessa anche in vista di Rio. L’ennesima sfida di una vita che a nemmeno 28 anni ha già vissuto emozioni forti: ora c’è la mission olimpica da portare a termine, poi verranno altre decisioni. Magari le nozze con Re Magno, in stile Las Vegas, esagerate. E non potrebbe essere diversamenteFederica Pellegrini vittoria piscina