Riqualificazione energetica dei condomini: la provincia di Trento incentiva ulteriori 65.000 edifici

Modificati i criteri di assegnazione del piano “Il tuo condominio Green”. Tonina: «ampliamo la platea dei potenziali beneficiari dando anche maggiore spinta alla ripresa dell’economia». 

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riqualificazione energetica

Novità in vista sul fronte degli incentivi erogati dalla provincia di Trento per la riqualificazione energetica dei condomini introdotti nel 2016 con la misura “Il tuo Condominio Green” a seguito della modifica dei criteri di assegnazione degli incentivi a vantaggio dei cittadini che vogliono investire nell’efficienza energetica.

L’obiettivo è intervenire con maggiore efficacia sulle abitazioni plurifamiliari, considerato che il patrimonio immobiliare privato pesa per il 40% sul bilancio energetico provinciale. «I nuovi criteri di assegnazione dei contributi – ha affermato il vicepresidente della Provincia e assessore all’ambiente, Mario Toninaampliano la platea dei beneficiari dando ulteriore sviluppo e prospettiva ad un lavoro di squadra iniziato negli anni scorsi e che potrà contribuire a far ripartire l’economia e portare benefici complessivi per tutti».

Dal 2 marzo, potranno fare domanda tutti gli edifici costruiti prima del 1993 rientranti nella definizione di condominio secondo il Codice civile, ovvero tutti gli edifici che presentano almeno due appartamenti e una parte comune. Si parla di circa 65.000 edifici su tutto il territorio provinciale. Gli edifici fino alle 8 unità immobiliari, che per legge non sono obbligati ad eleggere un amministratore condominiale, dovranno in ogni caso nominare un rappresentante per seguire l’iter delle pratiche. Sarà inoltre necessario avere un conto corrente condominiale e registrare il codice fiscale del condominio. Inoltre, nei casi di edilizia abitativa sociale, ai sensi della legge provinciale n. 15 del 2005, potranno beneficiare delle agevolazioni anche i singoli soggetti privati proprietari delle unità immobiliari, per le sole quote millesimali di loro competenza.

Altra novità importante è che gli interventi dovranno ridurre il consumo di almeno il 30%, cosa che spesso si traduce in un intervento sui muri esterni con la realizzazione di cappotti termici, assieme a possibili interventi sugli impianti termici per incrementarne l’efficienza. In ogni caso non è consentita la sola sostituzione della caldaia. Il rimborso del 50% delle spese sostenute per la diagnosi energetica rimane tuttavia valido anche in assenza del raggiungimento della suddetta percentuale, in modo da continuare ad incentivare l’utilizzo di questo utile strumento conoscitivo per il condominio. Sono stati poi aggiornati i limiti di spesa e le percentuali di contribuzione delle diverse schede e la modulistica richiesta per la presentazione delle domande in seguito alle analisi effettuate sull’utilizzo degli incentivi.

Dal 2016 ad oggi, grazie alla sinergia sul territorio con gli attori della filiera della riqualificazione energetica, a fronte di circa 5 milioni di finanziamenti pubblici in forma di contribuzione, sono stati investiti circa 30 milioni di euro per lavori di riqualificazione, 21 dei quali erogati attraverso mutui. I contributi sono garantiti per tutto il 2020 e si prevede di confermarli anche negli anni a venire.

«Nel tempo – ha spiegato Laura Boschini, dirigente dell’APRIE – si è riscontrata una positiva evoluzione delle domande pervenute, sia per quanto riguarda l’ammontare degli importi dei lavori sia per quanto riguarda la tipologia di lavori finanziati. Nel 2016, primo anno di incentivazione, si sono registrate molte domande relative alle spese per le diagnosi, ma solo una su dieci veniva seguita da richieste di rimborso per le spese di progettazione. Ora ci si sta invece stabilizzando su una buona proporzione, con quasi 2 diagnosi su 3 che danno seguito a lavori di riqualificazione energetica. La stessa positiva evoluzione è stata riscontrata anche nelle tipologie di domande pervenute: nel 2016 quasi l’80% dei finanziamenti era per lavori sul solo impianto termico, e solo poco più del 20% riguardava anche l’involucro. Nel 2019 le percentuali si sono invertite: gli interventi sugli impianti erano poco più del 20% e quasi l’80% erano richieste per cappotti o interventi combinati. L’obiettivo è di spingere ulteriormente sulla riqualificazione, puntando ad ampliare e a migliorare la tipologia degli interventi finanziati, in modo da incidere in maniera sempre più forte sulla riduzione dei consumi attribuibili al settore privato».

Un quadro analizzato oggi dalle categorie aderenti al Tavolo Condomini, attivato con un apposito Protocollo d’intesa, che si sono riunite per discutere appunto delle novità e delle prossime attività in capo al Tavolo stesso. Il lavoro del Tavolo è quello che ha permesso la positiva evoluzione dell’utilizzo degli incentivi nel corso del tempo, grazie alla realizzazione di materiale tecnico di supporto alle categorie, di materiale informativo e grazie a tutte le attività di divulgazione svolte fino ad oggi. Le prossime attività del Tavolo si concentreranno dunque sia sul proseguire nelle attività avviate sia nell’attivazione di nuovi strumenti a supporto della diffusione dell’efficientamento energetico degli edifici privati. Gli obiettivi del Tavolo – ricordiamo – .

Le realtà aderenti al Tavolo Condomìni – i cui obiettivi sono promuovere la riduzione dei consumi energetici, in particolare di quelli da fonti non rinnovabili, nell’ambito del patrimonio edilizio privato costituito dai condomini, e contestualmente contribuire alla riduzione dei gas climalteranti e al miglioramento della qualità dell’aria – hanno espresso il gradimento verso un provvedimento ad alto tasso di ricaduta sulla qualità della vita dei cittadini e sull’economia del territorio.

«Per le imprese – dichiara Aldo Montibeller, presidente degli Edili dell’Associazione Artigiani – si tratta di una opportunità straordinaria, si amplia di molto la platea dei condomìni da ristrutturare, si migliora la vivibilità e l’impatto sulla qualità dell’aria».

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