Cantina Vivallis di Nogaredo, cambio di direzione al femminile

Paola Gregori raccoglie il testimone da Mauro Baldessari che ha condotto il rinnovamento e l’ampliamento della cantina cooperativa della Vallagarina.

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A sx nuovo direttore Paola Gregori con direttore uscente Mauro Baldessari.

Cambio alla direzione della cantina cooperativa Vivallis, una delle realtà enologiche più dinamiche della Vallagarina nel basso Trentino: l’attuale direttore, Mauro Baldessari, lascia dopo 15 anni per il meritato pensionamento, sostituito da una nuova figura al femminile, Paola Gregori, veronese, 51 anni, con un lungo curriculum in campo enologico.

Sposata con due figli grandi e marito imprenditore nel settore biomedicale, Gregori, laureata in economia e commercio e due master (il primo in “commercio esteriore del vino verso l’estremo oriente”; il secondo “in gestione integrale di impresa”) è nata a Verona e ha sempre vissuto nella terra della Valpolicella, una delle “culle” della viticoltura di questo territorio. «Da trent’anni mi occupo di vino – ha osservato il neo direttore –. A partire dagli anni che hanno caratterizzato il mio percorso formativo in ambito universitario e, poi, quando ho iniziato a occuparmi professionalmente di questo mondo».

«Assumere la direzione di Cantina Vivallis – ha aggiunto Gregori – significa assumere un ruolo di grande responsabilità perché l’incarico non si limita alla conduzione economica di un’azienda, ma è destinato ad andare oltre: alla gestione di un territorio e di tutti i soci che, grazie alla loro passione espressa nella quotidianità del loro lavoro, ci permettono di produrre vini di grande qualità».

Prima dell’arrivo alla guida di Cantina Vivallis, Gregori ha lavorato diciassette anni al Gruppo Italiano Vini. Successivamente si è dedicata alla libera professione come “temporary manager” nelle aziende più rappresentative del panorama vitivinicolo italiano. «Il mio pallino – spiega – è sempre stata la valorizzazione del terroir non solamente il fine del business aziendale».

Meritevole di una sottolineatura anche l’esperienza in terra d’oltralpe: «la mia formazione produttiva – ha precisato Gregori – l’ho maturata in Francia perché, durante il periodo universitario ho trascorso un biennio alla École nationale de viticulture Montpellier (in sigla Ensam) e poi mi sono trasferita a Parigi per concludere la tesi di laurea alla Sorbonne Université a cui è seguito il primo dei due master. In Francia ho avuto modo di confrontare parecchie aziende vitivinicole locali e mettere a confronto il business e i bilanci economici delle aziende vitivinicole transalpine con quelle italiane».

Mauro Baldessari ha percorso il suo iter professionale quasi interamente nella cooperazione vitivinicola trentina. «I primi passi li ho compiuti alla Cantina di Lavis, mio paese di origine – ha detto – Conclusa quell’esperienza, ho trascorso i successivi ventidue anni alla Cantina sociale di Isera per poi approdare, nel 2003, a Sav Vivallis. Lascio un’azienda cooperativa che ha fatto parecchia strada negli ultimi anni e che ha saputo riconquistare la stima dei soci riflessa anche, ma non solo, nei 950 ettari di conferimento di oggi rispetto ai 600 dei momenti di avvio e nei 25 milioni di euro investiti negli ultimi quindici anni per ristrutturare la parte produttiva della cantina, realizzare il nuovo punto vendita e la sala polifunzionale. Devo dire che ho avuto molto dalla cooperazione vitivinicola trentina e sono molto grato per questo. Dall’altra parte devo anche dire di avere dato molto».

L’occasione di oggi è servita per esprimere la propria gratitudine a chi ha ultimato il proprio percorso e augurare buon lavoro a chi ne raccoglie il testimone. «Al direttore Baldessari il grazie per la professionalità che ha dimostrato nei suoi diciotto anni di direzione – ha detto il presidente della cantina Vivallis, Adriano Orsi -. Paola Gregori trova una cantina tecnologicamente avanzata, a posto da un punto di vista edilizio e strutturale, con una ottima squadra di collaboratori».

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Le nuove etichette dei vini Vivallis in stile futurista.

Il cambio della direzione arriva con la presentazione delle nuove etichette dei vini Vivallis che rafforzano il loro legame con il territorio, riproducendo lo stile grafico del Futurismo di Fortunato Depero. A fregiarsene due vini, un Bianco e un Rosso. Un rapporto con il territorio, l’arte e il Futurismo destinato ad ampliarsi e rafforzarsi ulteriormente con un prossimo percorso attraverso la viticoltura della zona che vedrà Vivallis protagonista. 

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